Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66
L’antipatica

Marzo 15th, 2010

Make up e cosmesi naturale


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Eccomi di ritorno dopo un sacco di tempo :)
Per praticità dividerò questo post sulla cosmesi in vari capitoletti: chiedo venia ma strada facendo mi sono accorta di aver scritto davvero molto, spero non vi dispiaccia :)


***COME SONO I PRODOTTI CHE UTILIZZIAMO?***
Per verificare quanti componenti dannosi abbiano i prodotti che usiamo abitualmente per la pulizia e l’idratazione della pelle, oltre che per il trucco, si può fare riferimento al BIODIZIONARIO: http://www.biodizionario.it/
E’ sufficiente indicare il nome dei vari ingredienti riportati sulla confezione per scoprire se sono “verdi” o “rossi” (dannosi).
Altro sito molto interessante è, in tal senso, SAI COSA TI SPALMI: http://www.saicosatispalmi.org/index.php?option=com_content&task=section&id=6&Itemid=12
Sempre a proposito di ingredienti: attenzione all’olio baby Jonson; il suo principale ingrediente è la paraffina, derivato dalla raffinazione del petrolio e inserito dalla recente direttiva europea tra i cancerogeni di classe 2. Conosco una persona che per riciclarlo lo sta usando per lucidare i mobili e lo trova miracoloso, caso mai servisse…
 

 

***TRUCCHI NATURALI***

Un buon connubio tra naturalità e makeup lo si ritrova nei prodotti minerali; si tratta di polveri di origine interamente naturale, senza sostanze nocive per la pelle come i siliconi o la paraffina.
L’utilizzo è per lo più il medesimo dei fratelli chimici ma più che di ombretti e phard (altrimenti detto blush) si parla di pigmenti dalle molteplici declinazioni:
- Come ombretti possono essere utilizzati asciutti o bagnati (per un colore più intenso); in quest’ultimo caso è anche possibile trasformarli in eyeliner, disponendo però di un pennello adatto all’applicazione.
- Mischiandoli al prodotto apposito, sempre naturale, si possono anche creare mascara colorati da stendere con la spazzolina apposita, ad esempio quella di un vecchio mascara ormai terminato.
- Possono diventare rossetti se mischiati a gloss trasparenti o al prodotto apposito.
- Avendo a disposizione uno smalto trasparente basta un po’ di pigmento per creare smalti personalizzati.
Insomma: gli usi sono davvero molteplici :)
Quanto alla base, il fondotinta in polvere si applica con un pennello molto fitto e morbido, detto Kabuki. Si versa nel tappo della jar (il contenitore dei pigmenti) un po’ di prodotto, si muove il pennello al suo interno perché possa raccoglierlo, lo si sbatte leggermente per liberarlo dalla quantità in eccesso e poi lo si passa sul volto con movimenti circolari. Più si insiste su questo passaggio meglio è: il fondotinta, scaldandosi, perde completamente “l’effetto polvere” e si sposa con la pelle con un risultato molto naturale.
Stesso procedimento per il phard (blush), ma in questo caso l’applicazione avviene solo dove occorre: zigomi, mandibola, eccetera, per realizzare quello che viene definito contouring. Inoltre il pennello è meno fitto, così da ottenere un effetto più soft e meno coprente.
Per la cipria valgono le stesse indicazioni date per il fondotinta: il pennello può essere più o meno fitto a seconda della resa che si desidera ottenere.
Se si preferisce un fondotinta liquido, così da avere un risultato più coprente, è possibile mischiare i pigmenti alla propria crema (meglio se naturale, così da non annullare i benefici di un trucco privo di agenti chimici). Non occorre compiere questa operazione ogni giorno, è infatti possibile preparare una quantità maggiore di prodotto per poi riporlo in un contenitore vuoto. L’applicazione può avvenire con una spugnetta o con un pennello da fondo liquido (coprenza maggiore) o a due fibre (effetto più naturale).
Piccola nota su come trovare il proprio colore di fondotinta: comprando su internet non è semplice individuare il colore al primo colpo. In generale abbiamo tre macrocategorie: chiaro, medio, scuro. Ciascuna di queste è declinata in varie sottocategorie a seconda del sottotono, ovvero del colore cui vira la pelle: giallo, rosa, pesca, bilanciato. Aiuta molto il fatto che i fondotinta minerali possono essere mischiati tra loro ed è quindi possibile modulare un colore adatto alla propria pelle sia in giornate di pallore totale che di lieve abbronzatura. Due video che possono essere utili per la scelta sono i seguenti:
http://www.youtube.com/user/attricepercaso?feature=mhw4#p/a/f/1/vXMq4GqssGA (dove si possono vedere le varie tonalità)
http://www.youtube.com/user/giorgiapril?blend=1&ob=4#p/search/0/ueUY3j1rysI (qualche consiglio per scoprire se il proprio fondotinta è adatto)
Tra i venditori di trucchi minerali ci sono:
- truccominerale: www.truccominerale.it
- Minerals Will Work 4 U - sito ufficiale: http://www.mww4u.com/shop/minerals,campioncini—set—ricariche-15.html
- Minerals Will Work 4 U - negozio ebay:  http://stores.shop.ebay.it/Minerals-Will-Work-4-U__W0QQ_armrsZ1
I prezzi più interessanti sono quelli delle ricariche. Ovviamente tenerle nei sacchettini di plastica è molto scomodo, per questo si possono comprare delle jar vuote da riempire come si vuole; è possibile reperirle, ad esempio, sul sito di truccominerale. Le jar da 10gr vanno bene per gli ombretti, quelle da 20gr per i blush e quelle da 30gr per i fondotinta.
Truccominerale è una ditta di Moncalieri, inizialmente era semplice rivenditore di prodotti MWW4U ma da qualche tempo a questa parte ha deciso di “mettersi in proprio” e di produrre alcuni ombretti nella propria sede.
Iperdibile, di questi venditori, è il pennello kabuki: morbidissimo.
 

 

***CREME, SAPONI, STRUCCANTI E TANTO ALTRO***

Qui veniamo alla parte interessante :)
Ho da poco scoperto un piccolo laboratorio del bergamasco che produce artigianalmente creme, saponi e detergenti completamente naturali: FITOCOSE
Il loro sito internet è il seguente: http://www.fitocose.it/
Qui trovate le immagini del laboratorio: http://www.fitocose.it/servizi.asp?id=3&testo=Il%20luogo%20dove%20nasce%20la%20nostra%20magia
E qui è possibile richiedere un checkup della propria pelle: http://www.fitocose.it/checkup.asp vi consiglieranno una marea di prodotti. Ovviamente è folle l’idea di acquistarli tutti, sono più che altro consigli sulle componenti più adatte alla propria persona.
Spediscono con corriere e le spese di spedizione sono gratuite per importi superiori a 50 euro. Il pacco impiega circa 15 giorni ad essere preparato e un giorno ad arrivare.
In particolare ho sentito miracoli sulla Jalus family, ma anche sullo struccante all’eufrasia, sulla crema contorno occhi e sulla crema alla vaniglia. Più contrastanti le opinioni sulla brufocrema.
Altro laboratorio, questa volta collocato nel marchigiano è LA SAPONARIA: http://www.lasaponaria.com/
Il sito è terribile, ma il laboratorio è talmente piccolo che non si sono ancora attrezzati in questo senso :)
I loro prodotti dovrebbero essere particolarmente interessanti soprattutti in riferimento agli oli, ma di questo ve ne parlo nel capitolo apposito.
In ogni caso ho mandato loro una mail per chiedere il listino, ora sto aspettando che mi rispondano :)
 

 

*** TRUCCHI NON NATURALI***

Va bene la naturalità, ma ogni tanto ci si può anche concedere qualcosa di non naturale, no? :)
Nell’ultimo periodo sto sperimentando un po’ di case cosmetiche non reperibili in Italia.
La prima tra queste è l’americana E.L.F. (EYESLIPSFACE)
E’ possibile acquistare i loro prodotti on line, attraverso il sito inglese (quello italiano non è ancora attivo): http://www.eyeslipsface.co.uk/
Cliccando sulla bandierina dell’Europa, nella parte alta della pagina, i prezzi verranno convertiti in euro. Se servono dei pennelli, quelli della linea studio sono molto buoni.
Passiamo ora a ZOEVA: http://www.zoeva-shop.de/
E’ una ditta tedesca molto conosciuta soprattutto per la vendita di Palette e pennelli.
Le cialdine delle palette di ombretti sono molto piccole (la dimensione di una moneta da due centesimi), ma la resa è ottima essendo tutti molto pigmentati e, quindi, molto scriventi. Anche in questo caso è possibile l’uso asciutto o bagnato. Il vero punto forte è però la grande quantità di colori che permette di giocare e sperimentare quasi senza limiti.
Ci sono anche palette di blush (phard) e terre.
I pennelli sono un’altro punto forte di Zoeva, sconsigliato, però, il set base.
Le spese di spedizione ammontano a 16 euro, un’enormità, ma la spedizione avviene tramite corriere e con precisione tedesca. Diciamo che suddividendole su più persone la spesa diventa accettabile, soprattutto tenendo conto che gli oggetti arrivano via corriere, in fretta e bene imballati.
Ho fatto un ordine anche da FRAULEIN38: http://www.fraulein38.com/ più per azzardo che altro. Le palette di ombretti sono per lo più le stesse vendute da ZOEVA, ma le spese di spedizione sono irrisorie. Di contro, Fraulein impecchetta malissimo la merce facendola arrivare molto spesso letteralmente sbriciolata. Insomma… ho rischiato, ma da quello che sento e vedo preferisco mettere le mani avanti e non consigliarvi l’acquisto. Le spedizioni avvengono via posta ordinaria. :)
Ho anche in mente di provare, seppure non subito, altre marche, ma per ora credo sia il caso di fermarmi qui e passare oltre ^^’
 

 

***OLI, OVVERO: STRUCCARSI CON IL METODO DELLE 3 BIOFASI***

Da poco ho iniziato a struccarmi con il metodo delle 3 biofasi e ne sono particolarmente entusiasta, ho scoperto che l’olio è uno struccante me-ra-vi-glio-so. *__*
Per la prima fase può essere utilizzato qualsiasi tipo di olio, anche quello d’oliva: lo si passa sul viso con le dita o con un batuffolo di cotone e si procede fino a che non resta pulito (ci vuole davvero pochissimo). E’ importante che l’olio sia puro, vale a dire che non vi siano altri ingredienti, e che la spremitura sia avvenuta a freddo. Io mi trovo molto bene con quello di Jojoba che, tra le altre proprietà, ha quella di essere un ottimo antirughe. Lascia la pelle morbidissima :)
Per la seconda fase occorre una saponetta naturale (ad esempio il sapone di aleppo) con la quale sciacquarsi il viso. L’olio funge da protettivo e impedisce al sapone di seccare la pelle.
La terza fare ha il compito di riequilibrare il ph della pelle e consta in una passata di tonico, anch’esso naturale.
Ulteriori info le trovate qui: http://www.saicosatispalmi.org/index.php?option=com_content&task=view&id=145&Itemid=11
Spero di esservi stata utile e di non avervi annoiato troppo.

Febbraio 13th, 2010

L’isola dei segreti, di Scarlett Thomas


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Copertina romanzo

Rispondereste ad un annuncio di lavoro per giovani menti brillanti? Anne, Paul, Thea, Emily e Jamie l’hanno fatto e si sono trovati catapultati su un’isola deserta. Chi li ha portati lì? E chi ha riempito di cibo la grande casa sulla scogliera? Ma soprattutto, dove sono e  come possono scappare?

Sono tutte domande che troveranno almeno in parte risposta lungo le 323 pagine di questo nuovo romanzo di Scarlett Thomas.
Autrice precocissima e di grande talento, Scarlett è ormai un’icona del Ciberpunk Nata nel 1972 è oggi insegnante di scrittura creativa presso la University of Kent e collabora con prestigiose testate come il New York Times e il Guardian.
L’isola dei segreti è il suo terzo romanzo tradotto in italiano, dopo il grande successo di Chi ha incastrato Mr. Y e Pop Co.
L’isola descritta, aspra e selvaggia pur senza rinunciare a tutti i confort di una moderna abitazione, ricorda quell’isola ideale artificialmente ricreata in programmi come Big Brothers, tanto che si potrebbe quasi cadere in errore individuando nel reality show la fonte ispiratrice del romanzo: l’azione dei sei protagonisti è pressoché inesistente e le pagine scorrono veloci in un susseguirsi di dialoghi all’apparenza privi di senso. Sembra che il Grande Fratello, nato nelle pagine di 1984 e passato alla televisione dopo essere stato epurato di ogni critica sociale – i protagonisti non sanno fare niente, chiacchierano tutto il giorno, ma sono i nuovi divi – torna alla carta stampata e riassume su di se parte di quell’invito alla riflessione che permea il capolavoro di Orwel.

In realtà Scarlett Thomas ha sorriso e allontanato il paragone in occasione della scorsa fiera del libro, quando ha tenuto a precisare che la stesura del romanzo è stata completata nel 1999, un anno prima rispetto alla messa in onda del programma televisivo.

Così come Chi ha incastrato Mr. Y anche L’isola dei segreti è scritto al tempo presente ed ha un finale di grande impatto, che come un’opera d’arte contemporanea ribalta i ruoli tra lettore e scrittore: la linea di demarcazione tra chi racconta e chi legge si fa meno netta, più sfumata e il vero protagonista, colui che deve decidere le motivazioni dei personaggi, colui che deve immaginare il futuro delle sei menti brillanti in gioco, diventa proprio lui: il lettore.
Scarlett Thomas non ci dice con chiarezza cosa accadrà, non scrive la parola fine.

Come uno scrittore tradizionale inizia prendendo per mano il suo pubblico per condurlo lungo la storia, come farebbe una mamma con un bambino nell’aiutarlo ad attraversare la strada, salvo poi abbandonarlo improvvisamente. Il bambino ne sarebbe disorientato e allo stesso modo il lettore.  Cosa vuol dire? Cosa accadrà adesso? Perché l’ha fatto? E poi? La mente, spenta fino ad un attimo prima -perché impegnata nella realtà parallela della finzione – viene ricacciata brutalmente nella dimensione reale: inizia a pensare, a cercare risposte. Riflette.

Ecco allora il pregio più grande de libri di Scarlett Thomas: continuare oltre l’ultima pagina, bucando il velo della realtà e arricchendo in modo nuovo l’esperienza della lettura.

Diciamo le cose come stanno, nessuno di loro sa come accendere un fuoco o trovare cibo. Nessuno di loro sa come costruire una bussola, usare corde o attrezzi rudimentali. Ma tutti sanno mostrarsi indifferenti. Dopotutto, la vita è quasi sempre abbastanza spaventosa. E saper nascondere la tua paura è la prima cosa di cui hai bisogno nel mondo. Se vedi un tipo poco raccomandabile con un rigonfiamento nella tasca della giacca, non far vedere che hai paura. Se vedi un film dell’orrore, ricordati di ridere. Se qualcun altro sembra impauruto, ridi di lui. Nel mondo reale, il pericolo o è fantastico, e perciò ridi, o è troppo reale, e quindi lo ignori. La gente muore sulle strade, nei treni, sugli autobus e sugli aeroplani. La gente muore per il monossido di carbonio in appartamenti in affitto, per avvelenamento da cibo e per le bombe dei terroristi. Non c’è mai preavviso. Jamie e gli altri vengono da una cultura in cui un allarme antincendio non vuol veramente dire incendio. Significa solo che devi uscire e startene fuori a ridacchiare per un po’. Ma un gamberetto o una nocciolina possono ancora ucciderti.- Ti va un’altra partita? -, chiede Paul.

 

 

Edizioni Newton&Compton

Prezzo: 16 euro.

 

 

Settembre 16th, 2009

Vergogna!


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Sì, vergogna!

Basta con questi mezzi di comunicazione asserviti alla sinistra,

basta con Franceschini che dice di non avere visibilità e invece comanda nell’ombra tutti i principali giornali europei: eccole, le vere veline! Altro che quelle note innocenti indirizzate ai vescovi, riportate dai giornali in modo da travisare ogni singola parola;

basta con questi giornalisti che ascoltano solo quello che vogliono ascoltare e piegano le parole del premier ad uso e consumo delle proprie trame comuniste.

Guardatelo: anche ieri sera, da Vespa, Berlusconi affascina il pubblico con la stessa abilità di un pifferaio di Ceresole alle prese con un serpente ubriaco. Solleva il presidente della provincia di Trento - quel comunista di Dellai - dalla gravosa incombenza di consegnare le (quarantacinque uniche) case fin’ora pronte per essere abitate, finanziate dalla Croce Rossa e costruite dalla provincia stessa. Non solo: parla dell’aria squisitamente pastorale che si respira nella destra italiana e delle manipolazioni criminali di cui i quotidiani rendono vittima le sue parole.
A riprova di questa innegabile verità basta guardare le prime pagine dei giornali odierni: tutti a lasciar credere, a sottolineare colpevolmente, che Berlusconi abbia dato dei “farabutti” ai giornalisti quando le sue labbra avevano chiaramente compitato tutt’altro.
“Farà brutto”. Ecco cosa aveva detto.

Portatevi l’ombrello e attenzione al meteo.

Settembre 11th, 2009

Una grande attrice


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

“Dice Gobbi: ‘’Basta guardarla per capire che è un’attrice'’. Al suo attivo, per ora, c’è solo il cortometraggio Scacco Matto in cui interpreta la favorita di un boss.”

Come dargli torto?

http://www.youtube.com/watch?v=n2jH1_7Wo24

 

Settembre 10th, 2009

Memoria corta


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Nel momento delle foto con Zapatero, infatti, il premier ne ha approfittato per mandare l’ennesima frecciatina, seppure in tono scherzoso. Si è infatti avvicinato ai cameramen e, rivolgendosi, al suo omologo ha detto: «Loro sono la parte buona dell’informazione perché loro sono le televisioni e non cambiano le parole, e loro sono i fotografi e non cambiano le immagini. Poi, i giornalisti quelli cattivi, li vediamo nel pomeriggio»“*

Qualcuno può ricordare a questo brav’uomo le sue, di foto, a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli?
Grazie.

 

* Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47188girata.asp

Settembre 3rd, 2009

Un’altra domanda


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Qualcuno può spiegarmi perché Il Giornale, dalla penna del suo direttore Feltri, può chiamare Boffo “omosessuale” senza neppure preoccuparsi di celare il disprezzo di cui intride il termine, mentre L’Unità viene denunciata da Berlusconi, con sincronismo pressoché perfetto, per lesa maestà* dovuta all’aver citato una frase della Litizzetto a proposito della sua presunta impotenza? Che poi, insomma, a una certa età è del tutto normale.

* Errata: la formulazione riportata sulla denuncia è “leso onore”. Ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per voi, non c’è più religione per non parlare delle mezze stagioni.

Aprile 6th, 2009

Riflettere, anche nel cordoglio.


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Un video interessante, ricco di quei ragionamenti che dovrebbero essere fatti da ciascuno di noi, per non fermarsi allo shock del momento ma per riflettere e crescere cme cittadini e come uomini così che ciò che è accaduto non debba ripetersi con la medesima intensità a causa della stupidità che va a sommarsi alle cause naturali.

Prevenzione. Prevenzione.

E’ un po’ lungo, ma vi prego di avere la pazienza di guardarlo tutto.

http://www.youtube.com/watch?v=pQ7eSJRk02E

Aprile 5th, 2009

Lo striscione: “Obama, sorry 4 Berlusconi”


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83
il grande striscione nella piazza gremita

PRAGA  - “Obama, Sorry 4 Berlusconi”: è lo striscione che, nel bel mezzo del discorso del presidente Usa, Barack Obama, è stato innalzato, oggi, nella gremita piazza di fronte al castello di Praga. Mostrato dalle tv di tutto il mondo, lo striscione è improvvisamente comparso in mezzo allo sventolio di migliaia di bandierine statunitensi. A Praga in questi giorni vi sono numerosi gruppi italiani. 

Fonte: Ansa, 2009-04-05 12:12
Foto da www.lastampa.it

Marzo 21st, 2009

Gli eroi esistono ancora, anche se non indossano la tutina aderente.


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

HA L’INFARTO MA CONCLUDE L’INTERVENTO, ‘DOVEVO FINIRE IO’

NAPOLI - E’ tornato a casa Claudio Vitale, il chirurgo napoletano che ieri ha concluso un delicatissimo intervento al Cardarelli, su un paziente con un tumore al cervello, nonostante fosse stato colpito improvvisamente da un infarto. “Mi sento bene”, risponde appena rientrato a casa dopo il ricovero, “e anche il mio paziente si sta riprendendo. Suo figlio continua a ringraziarmi, a mandarmi messaggi, e a piangere…”. 

Cinquantanove anni, il neurochirurgo stava effettuando un intervento su un paziente affetto da glioblastoma, quando è stato colto da un infarto. Il dolore al petto è peggiorato e un prelievo del sangue, realizzato in una brevissima pausa, ha confermato che si trattava di un infarto. Ma il medico è andato avanti, sottoponendosi a una angioplastica soltanto dopo aver finito. Ora conta di tornare a lavoro fra una settimana. Non poteva proprio essere sostituito, quando si è accorto di stare male? “Tutto si può fare - risponde - c’é però una assunzione di responsabilità nei riguardi del paziente. Eravamo entrati in una fase delicata dell’intervento, un cambio di mano non era opportuno, e questo a prescindere dalla abilità professionale di chi avrebbe dovuto sostituirmi”. Era possibile una sostituzione adeguata, spiega: “Non si opera mai da soli, c’é sempre qualcuno che può proseguire un intervento se succede qualcosa, e così anche in questa occasione. Ma ripeto, dovevo continuare: se fosse subentrato qualcuno avrebbe trovato una situazione in piena esplosione, con una emorragia in corso. Ho preferito finire, levare il tumore, procedere all’emostasi e poi scappare nella sala operatoria a fianco, per essere sottoposto io all’intervento”.

Quanto tempo é andato avanti, con il dolore, e nella consapevolezza di essere a rischio? “E’ difficile dirlo, come si fa…Forse una trentina di minuti, dal momento del risultato delle analisi” Vitale è soddisfatto anche delle condizioni attuali del paziente che ha operato: “E’ stato un bel momento quando l’anestesista è venuto e mi ha detto: ‘Stai tranquillo, sta bene, muove gli arti e non ha paralisi’. Si tratta di una persona anziana, ha un’età al limite per questo tipo di intervento, ma un cuore da ventenne; e ha reagito benissimo. Avrei voluto salutarlo personalmente, ma i colleghi mi hanno impedito di andare a trovarlo in reparto. Mi arrivano però i messaggi del figlio, molto commosso, come sempre capita in queste situazioni”. “E’ prevalso ancora una volta l’interesse del paziente - commenta il direttore sanitario del Cardarelli, Giuseppe Matarazzo - pur di fronte a un evento inaspettato. L’operatore é diventato paziente, ed è stato soccorso, subito dopo. E’ andata bene ad entrambi grazie a cure tempestive e appropriate”.

 

fonte: Ansa

Marzo 17th, 2009

Caro signor Farinetti


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Riferimento a La stampa - Cronaca di Torino del 17 marzo 2009

Sono davvero colpita dall’apologia che si è premurato di scrivere in favore del Professor Soria. Il premio Grinzane l’ha aiutata ad emergere, ed ora presumo lei si senta in dovere di difendere colui che l’ha portato avanti (il come, per ora, lasciamolo da parte) in questi anni. Ha sicuramente motivo di dirsi dispiaciuto; solo che, forse, lo è per i motivi sbagliati.

Forte è infatti l’impressione che lei commetta lo stesso errore dell’ex-patrono del premio, confondendo l’istituzione culturale con la persona fisica. Il primo l’ha aiutata a realizzarsi in quanto scrittore, il secondo ha sperperato in maniera vergognosa denaro che non gli apparteneva. Ne consegue linearmente che se l’uno merita ogni sforzo per essere salvato l’altro deve invece essere messo nelle condizioni di pagare per il male commesso. Si chiama legge. Legalità. Quel concetto tanto bistrattato e tanto auspicato ogni qualvolta commentiamo azioni criminose.

Sono altresì felice della soddisfazione da lei provata quando ha trovato, ad attenderla all’aereoporto, una limousine tutta per lei. Spero tuttavia vorrà permettermi di ridurre la mia partecipazione emotiva al pensiero che quell’autovettura elegante gliel’ho pagata io. E il mio dirimpettaio. E il vicino del piano di sotto. E mia zia che abita in via Piazzi. E sua cugina che vive in Barriera di Milano (o in via Po, o in Largo Dora o in qualsiasi altro punto della città corrisponda al vero). Un obolo è stato versato anche dal passante calvo che sta attraversando la strada qui davanti. Le sembra giusto? Ma non è questo il punto: una limousine, in fondo, non è che piccola cosa.

Andiamo un passo oltre: spostarsi in limo è sicuramente un segno distintivo, ma il vero lusso, ciò che testimonia il grado di superiorità rispetto al popolino, è il poterne usufruire in piena solitudine. Arrivano cinque ospiti? Mandiamo cinque autovetture di lusso così che tutti possano sentire di valere qualcosa in più rispetto agli altri. Ecco perché Soria ha avuto così tanto successo: perché trovava il modo - seppur dispendioso - di lusingare la vanità altrui. Fosse solo questo, il problema, potremmo sorridere.

A malincuore temo di aver divagato, mi perdoni e torniamo subito al punto. Professionalità ed illecito non sono concetti necessariamente conviventi: la professionalità che il premio ha dimostrato, e sono certa che l’abbia fatto, sarebbe risultata tale anche senza le azioni illegali oggi all’attenzione di tutti. Per cercare professionalità non occorre guardare alla fedina penale, altrimenti il mostro di una città a caso (ce ne sono tante, scelga lei) dovrebbe immediatamente assurgere alla più alta carica dello stato e il ricettatore dell’angolo dovrebbe - è un obbligo morale - gestire La Stampa. E magari anche Repubbica che si sà, in gioventù rubava alla mamma e quindi la sua professionalità è ulteriormente comprovata. Si renderà conto anche lei che è un discorso più simile ad un castello di carte che ad una dissertazione degna di un intellettuale par suo.

Il biasimo nei confronti dell’operato di Soria non può inoltre prescindere dalle azioni di mobbing di cui vi sono svariate testimonianze. Lo sapeva, signor Farinetti, che tra i suoi dipendenti il professore rivolgeva la parola unicamente ai membri delle sue segreterie e non comunicava con nessun’altro se non per interposta persona? Impiegati dell’ufficio scuole, sala stampa, amministrazione; nessuno poteva osare parlargli direttamente. Uno degli sgarbi che più lo faceveno infuriare era l’indulgere qualche secondo di troppo nell’ordinazione del suo cappuccino di inizio attività. Scenate, grida, insulti. Nel metterlo in comunicazione con un esimio signore del quale, mi perdonerà, mi sfugge il nome, è capitato che la segretaria gli passasse la linea prima che la signorina corrispondente dall’altra parte del filo avesse fatto lo stesso. Fuoco e fiamme non appena la voce femminile raggiunse le orecchie - d’oro? - del patrono. Con tanto di telefono riagganciato con rabbia. 1789, rivoluzione francese. Non è da allora che l’aristocrazia ha dismesso gli abiti da ragazzina viziata? Evidentemente no. Fa sorridere, a tal proposito, come il vanto dei natali illustri (famiglia di banchieri nel ‘300) si sia ora rivelata poco più di una mano d’intonaco. La Stampa di oggi lo designa come figlio della panettiera e del fabbro del paese. Lavori onestissimi, per carità, e non ce ci sia niente di male. Non posso però che indulgere concedendomi un sorriso al pensiero della grande importanza da lui attribuita alle origini familiari dei dipendenti. Se poi aggiungiamo che nel ‘300 i banchieri avevano posizione ben diversa da quella odierna…

(continua)