Settembre 16th, 2009

Vergogna!

Sì, vergogna!

Basta con questi mezzi di comunicazione asserviti alla sinistra,

basta con Franceschini che dice di non avere visibilità e invece comanda nell’ombra tutti i principali giornali europei: eccole, le vere veline! Altro che quelle note innocenti indirizzate ai vescovi, riportate dai giornali in modo da travisare ogni singola parola;

basta con questi giornalisti che ascoltano solo quello che vogliono ascoltare e piegano le parole del premier ad uso e consumo delle proprie trame comuniste.

Guardatelo: anche ieri sera, da Vespa, Berlusconi affascina il pubblico con la stessa abilità di un pifferaio di Ceresole alle prese con un serpente ubriaco. Solleva il presidente della provincia di Trento - quel comunista di Dellai - dalla gravosa incombenza di consegnare le (quarantacinque uniche) case fin’ora pronte per essere abitate, finanziate dalla Croce Rossa e costruite dalla provincia stessa. Non solo: parla dell’aria squisitamente pastorale che si respira nella destra italiana e delle manipolazioni criminali di cui i quotidiani rendono vittima le sue parole.
A riprova di questa innegabile verità basta guardare le prime pagine dei giornali odierni: tutti a lasciar credere, a sottolineare colpevolmente, che Berlusconi abbia dato dei “farabutti” ai giornalisti quando le sue labbra avevano chiaramente compitato tutt’altro.
“Farà brutto”. Ecco cosa aveva detto.

Portatevi l’ombrello e attenzione al meteo.

Settembre 11th, 2009

Una grande attrice

“Dice Gobbi: ‘’Basta guardarla per capire che è un’attrice'’. Al suo attivo, per ora, c’è solo il cortometraggio Scacco Matto in cui interpreta la favorita di un boss.”

Come dargli torto?

http://www.youtube.com/watch?v=n2jH1_7Wo24

 

Settembre 10th, 2009

Memoria corta

Nel momento delle foto con Zapatero, infatti, il premier ne ha approfittato per mandare l’ennesima frecciatina, seppure in tono scherzoso. Si è infatti avvicinato ai cameramen e, rivolgendosi, al suo omologo ha detto: «Loro sono la parte buona dell’informazione perché loro sono le televisioni e non cambiano le parole, e loro sono i fotografi e non cambiano le immagini. Poi, i giornalisti quelli cattivi, li vediamo nel pomeriggio»“*

Qualcuno può ricordare a questo brav’uomo le sue, di foto, a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli?
Grazie.

 

* Fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200909articoli/47188girata.asp

Settembre 3rd, 2009

Un’altra domanda

Qualcuno può spiegarmi perché Il Giornale, dalla penna del suo direttore Feltri, può chiamare Boffo “omosessuale” senza neppure preoccuparsi di celare il disprezzo di cui intride il termine, mentre L’Unità viene denunciata da Berlusconi, con sincronismo pressoché perfetto, per lesa maestà* dovuta all’aver citato una frase della Litizzetto a proposito della sua presunta impotenza? Che poi, insomma, a una certa età è del tutto normale.

* Errata: la formulazione riportata sulla denuncia è “leso onore”. Ci scusiamo per il disagio, stiamo lavorando per voi, non c’è più religione per non parlare delle mezze stagioni.

Aprile 6th, 2009

Riflettere, anche nel cordoglio.

Un video interessante, ricco di quei ragionamenti che dovrebbero essere fatti da ciascuno di noi, per non fermarsi allo shock del momento ma per riflettere e crescere cme cittadini e come uomini così che ciò che è accaduto non debba ripetersi con la medesima intensità a causa della stupidità che va a sommarsi alle cause naturali.

Prevenzione. Prevenzione.

E’ un po’ lungo, ma vi prego di avere la pazienza di guardarlo tutto.

http://www.youtube.com/watch?v=pQ7eSJRk02E

Aprile 5th, 2009

Lo striscione: “Obama, sorry 4 Berlusconi”

il grande striscione nella piazza gremita

PRAGA  - “Obama, Sorry 4 Berlusconi”: è lo striscione che, nel bel mezzo del discorso del presidente Usa, Barack Obama, è stato innalzato, oggi, nella gremita piazza di fronte al castello di Praga. Mostrato dalle tv di tutto il mondo, lo striscione è improvvisamente comparso in mezzo allo sventolio di migliaia di bandierine statunitensi. A Praga in questi giorni vi sono numerosi gruppi italiani. 

Fonte: Ansa, 2009-04-05 12:12
Foto da www.lastampa.it

Marzo 21st, 2009

Gli eroi esistono ancora, anche se non indossano la tutina aderente.

HA L’INFARTO MA CONCLUDE L’INTERVENTO, ‘DOVEVO FINIRE IO’

NAPOLI - E’ tornato a casa Claudio Vitale, il chirurgo napoletano che ieri ha concluso un delicatissimo intervento al Cardarelli, su un paziente con un tumore al cervello, nonostante fosse stato colpito improvvisamente da un infarto. “Mi sento bene”, risponde appena rientrato a casa dopo il ricovero, “e anche il mio paziente si sta riprendendo. Suo figlio continua a ringraziarmi, a mandarmi messaggi, e a piangere…”. 

Cinquantanove anni, il neurochirurgo stava effettuando un intervento su un paziente affetto da glioblastoma, quando è stato colto da un infarto. Il dolore al petto è peggiorato e un prelievo del sangue, realizzato in una brevissima pausa, ha confermato che si trattava di un infarto. Ma il medico è andato avanti, sottoponendosi a una angioplastica soltanto dopo aver finito. Ora conta di tornare a lavoro fra una settimana. Non poteva proprio essere sostituito, quando si è accorto di stare male? “Tutto si può fare - risponde - c’é però una assunzione di responsabilità nei riguardi del paziente. Eravamo entrati in una fase delicata dell’intervento, un cambio di mano non era opportuno, e questo a prescindere dalla abilità professionale di chi avrebbe dovuto sostituirmi”. Era possibile una sostituzione adeguata, spiega: “Non si opera mai da soli, c’é sempre qualcuno che può proseguire un intervento se succede qualcosa, e così anche in questa occasione. Ma ripeto, dovevo continuare: se fosse subentrato qualcuno avrebbe trovato una situazione in piena esplosione, con una emorragia in corso. Ho preferito finire, levare il tumore, procedere all’emostasi e poi scappare nella sala operatoria a fianco, per essere sottoposto io all’intervento”.

Quanto tempo é andato avanti, con il dolore, e nella consapevolezza di essere a rischio? “E’ difficile dirlo, come si fa…Forse una trentina di minuti, dal momento del risultato delle analisi” Vitale è soddisfatto anche delle condizioni attuali del paziente che ha operato: “E’ stato un bel momento quando l’anestesista è venuto e mi ha detto: ‘Stai tranquillo, sta bene, muove gli arti e non ha paralisi’. Si tratta di una persona anziana, ha un’età al limite per questo tipo di intervento, ma un cuore da ventenne; e ha reagito benissimo. Avrei voluto salutarlo personalmente, ma i colleghi mi hanno impedito di andare a trovarlo in reparto. Mi arrivano però i messaggi del figlio, molto commosso, come sempre capita in queste situazioni”. “E’ prevalso ancora una volta l’interesse del paziente - commenta il direttore sanitario del Cardarelli, Giuseppe Matarazzo - pur di fronte a un evento inaspettato. L’operatore é diventato paziente, ed è stato soccorso, subito dopo. E’ andata bene ad entrambi grazie a cure tempestive e appropriate”.

 

fonte: Ansa

Marzo 17th, 2009

Caro signor Farinetti

Riferimento a La stampa - Cronaca di Torino del 17 marzo 2009

Sono davvero colpita dall’apologia che si è premurato di scrivere in favore del Professor Soria. Il premio Grinzane l’ha aiutata ad emergere, ed ora presumo lei si senta in dovere di difendere colui che l’ha portato avanti (il come, per ora, lasciamolo da parte) in questi anni. Ha sicuramente motivo di dirsi dispiaciuto; solo che, forse, lo è per i motivi sbagliati.

Forte è infatti l’impressione che lei commetta lo stesso errore dell’ex-patrono del premio, confondendo l’istituzione culturale con la persona fisica. Il primo l’ha aiutata a realizzarsi in quanto scrittore, il secondo ha sperperato in maniera vergognosa denaro che non gli apparteneva. Ne consegue linearmente che se l’uno merita ogni sforzo per essere salvato l’altro deve invece essere messo nelle condizioni di pagare per il male commesso. Si chiama legge. Legalità. Quel concetto tanto bistrattato e tanto auspicato ogni qualvolta commentiamo azioni criminose.

Sono altresì felice della soddisfazione da lei provata quando ha trovato, ad attenderla all’aereoporto, una limousine tutta per lei. Spero tuttavia vorrà permettermi di ridurre la mia partecipazione emotiva al pensiero che quell’autovettura elegante gliel’ho pagata io. E il mio dirimpettaio. E il vicino del piano di sotto. E mia zia che abita in via Piazzi. E sua cugina che vive in Barriera di Milano (o in via Po, o in Largo Dora o in qualsiasi altro punto della città corrisponda al vero). Un obolo è stato versato anche dal passante calvo che sta attraversando la strada qui davanti. Le sembra giusto? Ma non è questo il punto: una limousine, in fondo, non è che piccola cosa.

Andiamo un passo oltre: spostarsi in limo è sicuramente un segno distintivo, ma il vero lusso, ciò che testimonia il grado di superiorità rispetto al popolino, è il poterne usufruire in piena solitudine. Arrivano cinque ospiti? Mandiamo cinque autovetture di lusso così che tutti possano sentire di valere qualcosa in più rispetto agli altri. Ecco perché Soria ha avuto così tanto successo: perché trovava il modo - seppur dispendioso - di lusingare la vanità altrui. Fosse solo questo, il problema, potremmo sorridere.

A malincuore temo di aver divagato, mi perdoni e torniamo subito al punto. Professionalità ed illecito non sono concetti necessariamente conviventi: la professionalità che il premio ha dimostrato, e sono certa che l’abbia fatto, sarebbe risultata tale anche senza le azioni illegali oggi all’attenzione di tutti. Per cercare professionalità non occorre guardare alla fedina penale, altrimenti il mostro di una città a caso (ce ne sono tante, scelga lei) dovrebbe immediatamente assurgere alla più alta carica dello stato e il ricettatore dell’angolo dovrebbe - è un obbligo morale - gestire La Stampa. E magari anche Repubbica che si sà, in gioventù rubava alla mamma e quindi la sua professionalità è ulteriormente comprovata. Si renderà conto anche lei che è un discorso più simile ad un castello di carte che ad una dissertazione degna di un intellettuale par suo.

Il biasimo nei confronti dell’operato di Soria non può inoltre prescindere dalle azioni di mobbing di cui vi sono svariate testimonianze. Lo sapeva, signor Farinetti, che tra i suoi dipendenti il professore rivolgeva la parola unicamente ai membri delle sue segreterie e non comunicava con nessun’altro se non per interposta persona? Impiegati dell’ufficio scuole, sala stampa, amministrazione; nessuno poteva osare parlargli direttamente. Uno degli sgarbi che più lo faceveno infuriare era l’indulgere qualche secondo di troppo nell’ordinazione del suo cappuccino di inizio attività. Scenate, grida, insulti. Nel metterlo in comunicazione con un esimio signore del quale, mi perdonerà, mi sfugge il nome, è capitato che la segretaria gli passasse la linea prima che la signorina corrispondente dall’altra parte del filo avesse fatto lo stesso. Fuoco e fiamme non appena la voce femminile raggiunse le orecchie - d’oro? - del patrono. Con tanto di telefono riagganciato con rabbia. 1789, rivoluzione francese. Non è da allora che l’aristocrazia ha dismesso gli abiti da ragazzina viziata? Evidentemente no. Fa sorridere, a tal proposito, come il vanto dei natali illustri (famiglia di banchieri nel ‘300) si sia ora rivelata poco più di una mano d’intonaco. La Stampa di oggi lo designa come figlio della panettiera e del fabbro del paese. Lavori onestissimi, per carità, e non ce ci sia niente di male. Non posso però che indulgere concedendomi un sorriso al pensiero della grande importanza da lui attribuita alle origini familiari dei dipendenti. Se poi aggiungiamo che nel ‘300 i banchieri avevano posizione ben diversa da quella odierna…

(continua)

Marzo 15th, 2009

Paris, per Ileana

Salut I.

non ricordando la tua mail ho optato per un soluzione ibrida: ti mando un sms con il link al blog. Et voilà, ecco i primi risultati delle mie ricerche :)

Iniziamo con gli hotel.
Quello dov’ero stata la scorsa volta ha prezzi troppo alti per il periodo in cui vogliamo andare (126 euro per notte la doppia) quindi l’ho scartato.
Ho però individuato l’hotel Diana, in pieno quartiere Latino, vicino a ben due fermate della metro e a 5 minuti a piedi da Notre Dame. In pratica possiamo muoverci a piedi per la maggior parte del tempo. Tieni conto che a Parigi gli hotel sono cari e le stanze piccole ed anche spostandosi dal centro i prezzi sono sempre più o meno gli stessi.
In alternativa può esserci l’hotel college de france, che costa 10 euro in puù a notte ed è sempre in buona posizione.
Ti lascio il link: http://www.hotel-collegedefrance.com/   2**  104 euro a notte per camera
http://www.hotel-diana-paris.com/Francais–hotel.phtml  95 euro la doppia
Se hai voglia di cercare qualcosa anche tu verifica sempre su tripadvisor (www.tripadvisor.it) le opinioni degli altri viaggiatori e, in particolare, le foto non professionali che vengono caricate da chi ci è già stato… sui siti degli hotel fanno sembrare un buco di due metri per due una piazza d’armi =_= Evita, se possibile, la zona di Montmartre ed in particolare i pressi della fermata metro Pigalle e della stazione nord. La zona di Piazza della Bastiglia non ha gran che, idem per i dintorni della Tour Eiffelle.
Non appena ho tempo passo agli appartamenti. :)

 

Quanto ai giorni di visita…
pensavo di lasciare Notre Dame e le chiese per la domenica di Pasqua: temo siano la sola cosa aperta ^^’
Versailles il sabato. Non trattabile ;P
Scherzi a parte: il sabato e la domenica le fontane sono in funzione mentre gli altri giorni no… ne vale sicuramente la pena :)
Ci restano quindi giovedì e venerdì per visitare i musei e la città. Cosa ne dici di una visita notturna al Louvre? “The museum is open until 10 p.m. on Wednesday and Friday evenings.”
Come sempre si tratta solo di proposte e ad un certo punto ciascuno può andare per la sua strada :) L’entusiasmo nasce dal fatto che Parigi è bellissima e l’idea di farla scoprire ad occhi ancora vergini mi piace tantissimo. Sono una viziosa del viaggio ;P

;)

gros besoux (grandi baci)
V. ;)

Febbraio 23rd, 2009

Chi è causa del suo mal…

Chi ha l’incredibile (s)fortuna di avermi per amica è a conoscenza della profonda odiosincrasia che provo nei confronti delle frasi fatte.
Eppure non sono riuscita a trovare una formula più incisiva e adeguata di quella che fa da titolo al mio post.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ritengo il vittimismo, quel sottile compiacimento nello stare male e nell’essere compatiti, una delle forme più sublimi di stupidità. Non solo, infatti, si ignora la totale inutilità del confessarsi con voce tremula davanti alla migliore amica, al famigliare, al cugino del cognato o a padre Pio, come se subire forme macroscopiche di vessazione rappresenti una colpa di cui vergonarsi, ma si pensa anche che l’imbarazzo che sorge spontaneo nell’ascoltatore sia esternazione di genuino rincrescimento. Aprite gli occhi: quello che il prescelto vorrebbe fare - e che l’educazione purtroppo gli vieta - è tirarti una sberla e dirti di mettere in campo gli attributi.

E’ indubbio che alcune situazioni possono essere più complicate, ma se hai un lavoro e tuo marito non ti accende il riscaldamento se non quand’è lui stesso a casa forse è arrivato il momento di fargli trovare gli armadi vuoti al suo ritorno. I figli? Vuoi davvero che crescano con un padre così? E se proprio non riesci a farlo per te stessa o per i pargoli consideralo un ultimo gesto altruistico nei confronti del tuo incredibile marito: risparmierà anche sull’acqua e sui rifiuti. Ammesso che l’Amiat, in un’impeto di solerzia, non porti via anche lui.

No alla violenza sulle donne. D’accordo. Ma che le donne sappiano difendere se stesse: Raperonzolo è morta, sveglia!