Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66
L’antipatica » Viaggi

You are currently browsing the archives for the Viaggi category.

15 Marzo 2009

Paris, per Ileana


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Salut I.

non ricordando la tua mail ho optato per un soluzione ibrida: ti mando un sms con il link al blog. Et voilà, ecco i primi risultati delle mie ricerche :)

Iniziamo con gli hotel.
Quello dov’ero stata la scorsa volta ha prezzi troppo alti per il periodo in cui vogliamo andare (126 euro per notte la doppia) quindi l’ho scartato.
Ho però individuato l’hotel Diana, in pieno quartiere Latino, vicino a ben due fermate della metro e a 5 minuti a piedi da Notre Dame. In pratica possiamo muoverci a piedi per la maggior parte del tempo. Tieni conto che a Parigi gli hotel sono cari e le stanze piccole ed anche spostandosi dal centro i prezzi sono sempre più o meno gli stessi.
In alternativa può esserci l’hotel college de france, che costa 10 euro in puù a notte ed è sempre in buona posizione.
Ti lascio il link: http://www.hotel-collegedefrance.com/   2**  104 euro a notte per camera
http://www.hotel-diana-paris.com/Francais–hotel.phtml  95 euro la doppia
Se hai voglia di cercare qualcosa anche tu verifica sempre su tripadvisor (www.tripadvisor.it) le opinioni degli altri viaggiatori e, in particolare, le foto non professionali che vengono caricate da chi ci è già stato… sui siti degli hotel fanno sembrare un buco di due metri per due una piazza d’armi =_= Evita, se possibile, la zona di Montmartre ed in particolare i pressi della fermata metro Pigalle e della stazione nord. La zona di Piazza della Bastiglia non ha gran che, idem per i dintorni della Tour Eiffelle.
Non appena ho tempo passo agli appartamenti. :)

 

Quanto ai giorni di visita…
pensavo di lasciare Notre Dame e le chiese per la domenica di Pasqua: temo siano la sola cosa aperta ^^’
Versailles il sabato. Non trattabile ;P
Scherzi a parte: il sabato e la domenica le fontane sono in funzione mentre gli altri giorni no… ne vale sicuramente la pena :)
Ci restano quindi giovedì e venerdì per visitare i musei e la città. Cosa ne dici di una visita notturna al Louvre? “The museum is open until 10 p.m. on Wednesday and Friday evenings.”
Come sempre si tratta solo di proposte e ad un certo punto ciascuno può andare per la sua strada :) L’entusiasmo nasce dal fatto che Parigi è bellissima e l’idea di farla scoprire ad occhi ancora vergini mi piace tantissimo. Sono una viziosa del viaggio ;P

;)

gros besoux (grandi baci)
V. ;)

7 Agosto 2008

Saluti dalla Svervegia!


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

E dopo le mirabolanti avventure di Marica e Andre´ in quel di Londra eccoci arrivati in Svervegia. Se non sapete dove si trova non preoccupatevi: e´il mome che la Svezia usa con gli amici ;)

9 Settembre 2007

Viaggio a Londra, le foto!


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83
In attesa di una presentazione un po’ più graziosa, ed aspettando una mia si spera rapida vittoria contro l’upload d’immagini myspace, ecco un assaggio del viaggio che ha concluso quelle che sono state delle splendide vacanze :)

10 Luglio 2007

Ogni volta che lo vedo è sempre un’emozione…


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

 

http://www.youtube.com/v/sBiL2VLPmFo

9 Marzo 2007

Madrid - primo giorno


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Dal diario di viaggio…

1 marzo 2007

 Svegliarsi alle sette di mattina, dopo aver dormito - male - per sole cinque ore suppongo non abbia aiutato; no, decisamente non ha aiutato  nella ricerca dell’autostazione. In ogni caso la colpa non può essermi completamente imputata: come potevo sapere che era stata spostata causa lavori non meglio identificati?
Dopo un paio di telefonate di crescente disperazione, ed una guida ormai senza speranza, riesco finalmente a raggiungerla ed arrivo esattamene insieme al pullman: visto? Tutto calcolato!
Le due ore di viaggio sono tranquille, quasi noiose se avessi avuto la forza per dedicarmi ad una qualsiasi attività, invece quasi mi addormento e continuo a parlare del più e del meno con un André quasi nelle mie stesse condizioni.
Fra ci raggiunge per un pasto a base di panini e coca cola. Burger king è ancora peggio di quanto lo ricordassi.

L’aereoprto di Malpensa si articola su tre piani e nonostante la sua aestensione non mi colpisce come avrei pensato: il piano terra è spoglio e quasi vuoto, il secondo piano non ha negozi ed intrattenimenti ed il terzo, riservato ai punti di ristoro, non offre che tre poco invitanti alternative. Paradossalmente mi sembra meglio gestito ed organizzato il piccolo Orio al Serio.
Riunitici a Barbara e Chiara, che stavano pranzando a loro volta, ci mettiamo in coda per un complicato check in che farà impazzire l’addetta a furia di controlli ed inserimento dati. Per un attimo ho temuto che non le risultasse la prenotazione. Terminata la solita prassi del controllo bagagli giungiamo finalmente in una zona interessante: quella del duty free. Non c’è molto da comprare, ma se non altro passiamo il tempo giungendo rilassati al momento dell’imbarco.

Come da rito colgo anche l’occasione di sentire A. al telefono: volare mi agita, mi da l’idea della classica spada di Damocle che punta contro la mia testa senza poter prevedere se e quando calerà a picco. La sua voce, invece, mi tranquillizza anche qando gli argomenti sono ormai esauriti e non c’è più molto da dire.
Probabilmente la paura di volare è più che altro paura dell’andare oltre la linea della vita senza avere vicino qualcuno per il quale nutro un sentimento profondo. Paura della solitudine. E’ strano, detto da me, così amante del silenzio e della mia sola compagnia, così serena qando posso finalmente udire l’eco dei miei passi tra le mura di casa. Essere soli senza sentirsi soli, che utopia… eppure è la mia chimera.

L’aereomobile è all’incirca come gli altri con i quali ho volato fino ad ora: piccolo e con tre poltrone per lato, divise da un lungo corridoio. Se Ryanair si tinge dei toni del blu Iberia preferisce un più ospedaliero grigiastro, trasmettendo un’iea di anonimato non particolarmente adatta ad una grande compagnia aerea. Anche la posizione, nonostante il posto assegnato d’ufficio, è la solita: all’altezza dell’ala destra. La novità è invece relativa al finestrino che mi trovo a lato e che mi fa scoprire il piacere di osservare la terra dell’alto. I Pirenei appaiono come le montagne che si costruiscono a Natale attorno al presepe, con la cartapesta ed i colori che non si riescono mai a sfumare del tutto. Sembrano tante stelle marine gonfiate e dipinte.
Due ore di viaggio trascorse leggendo guide turistiche ed iniziando il bellissimo libro che mi ha regalato Francesca: finalmente, prendendo a prestito le parole di Kapuscinski, sono tornata a varcare una frontiera.

L’aereoporto di Madrid è enorme e molto bello, con strutture ondulate di colore arancione e nastri trasportatori un po’ inutili per chi parte pieno di energia ma dei quali si scoprirà l’utilità al ritorno, non appena le energie saranno diminuite fino a raggiungere il livello d’allarme.
Impieghiamo non poco per capire che la fermata della metropolitana non si trova al nostro terminal, dove i binari sono ancora in costruzione, ma al numero uno e che, quindi, è necessario servirsi di un sistema di navetta gratuita per raggiungerlo.
La metropolitana di Madrid è terribile: rovente, disordinata, intricata, male organizzata. Vi sono ben dodici linee, molte delle quali brevissime, e raggiungere una qualsiasi località è un gioco di continui interscambi; senza contare il perenne sovraffollamento: neppure a Milano è così difficile riuscire a salire su uno dei vagoni.

Arriviamo, finalmente, in hotel.
Il tre stelle prenotato si rivela con una stellina in più nonostante la vista decisamente terribile di cui si gode dalla nostra stanza. La porta a finestra, infatti, affaccia su un angusto cortiletto ricavato dalla congiunzione di quattro palazzi. Guardando verso l’alto è visibile solo un piccolo fazzoletto di cielo. C’è da essere felici di non soffrire di claustrofobia. Peccato, però, non sapere che tempo fa una volta svegliati.
La televisione è un diciannovepollici a schermo piatto ed accanto, sulla scrivania, si trova un computer portatile del quale faremo largo uso e per visitare i siti di nostro personale interesse e per cercare informazioni su locali e ristoranti dove sfamarci. Peccato per la tastiera a tasti sheckerati.

Dopo una doccia ed un po’ di riposo la sera trascorre nella ricerca di un locale interessante e, trovatolo, nella consumazione della cena al suo interno. Ordiniamo un piatto di affettati misti e delle tortillas che nulla hanno a che vedere con quelle messicane cui ci hanno abituato i ristoranti etnici; si tratta, piuttosto, di una frittata di patate tagliata a fette e così servita. Il tutto è annaffiato da una sangria dolcissima che subito mi conquista. Ne ordineremo una seconda caraffa dopo poco. Si tratta, insomma, di una prima sorpresa: chi l’avrebbe detto che proprio io, che non amo il vino, avrei deposto le armi con tanta solerzia? Di certo non vedo l’ora di sperimentarla nuovamente :)

Ecco, così, il nostro primo incontro con Madrid e con il suo ordine confusionario. Le strade brulicano di persone nonostante sia appena giovedì ed il giorno dopo appartenga a quelli lavorativi, nei quali la sveglia suona imperiosa. La polizia pattuglia ogni angolo e dirige il traffico con rigore, senza ammettere esitazioni, creando un alone di falsa sicurezza dal quale emerge l’idea di una città che ha paura, che non è ancora del tutto uscita dall’incubo degli attentati di Atocha. Eppure hanno reagito, i madrileni, in modo esemplare, prendendo in mano la questionesicurezza e facendone una priorità. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, nella torino olimpica. Un controllo, in breve, che sarebbe auspicabile lungo tutti i giorni dell’anno e non solo in relazione ad eventi speciali e che, è quasi banale, possa essere esteso ad altre delle nostre belle città, Roma in testa. Ed invece…
Madrid, al contempo, si afferma come città viva, in fermento, in continuo movimento. Un battito cardiaco accelerato ma regolare e pertanto profondamente differente da quello disordinato ed aritmico della ostra capitale.
L’impressione è che in Spagna abbiano fissato rigidi paletti che segnano il limite del consentito ma all’interno dei quali è possibile muoversi con la più grane libertà. Si tratta di paletti uniti l’uno all’altro con spesso filo spinato e corrente ad attraversarlo. Anche in Italia ci sono i medesimi paletti, ed i confini che delimitano sono persino più stretti. La differenza, quindi, non è tra libertà ed assenza di libertà ma tra realtà e apparenza: i paletti italiani non sono controllati, e quanto può essere facile oltrepassarli? Quanto è fittizia, qui, la matrice che incasella la vita su binari preconfezionati? E quanto è invece complesso superare i confini pattugliati con paura serpeggiante?
Dove si respira, davvero, libertà?

5 Marzo 2007

Madrid - qualche foto


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

In attesa di un diario di viaggio degno di questo nome ecco qualche foto.

Trovate gli scatti esattamente a questa pagina web

3 Marzo 2007

Madrid - On the road


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Siamo appena tornati in hotel con le gambe doloranti ed una fame domata a suon di tapas.
Sto, quindi, scrivendo dal computer della camera, anche se la tastiera impostata su Linux non aiuta, sheackerando i caratteri della punteggiatura a caso e togliendone alcuni… dove e- l-apostrofo? Ecco dunque spiegata la strana formattazione di questo messaggio. Correggero= non appena avro- a disposizione un computer accettabile. Non ci si rende mai conto di quanti accenti ed apostrofi abbia la nostra lingua fino a che non possiamo indicarli.

Dicevamo> secondo giorno a Madrid. La citta- e- splendida, a misura d-uomo, una grande metropoli in cui sarebbe facile trasferirsi. La gente ha voglia di uscire e di esprimersi, di muoversi e di vivere, non ci sono locali semivuoti o vie deserte, ovunque c-e- movimento, divertimento, polizia e pulizia. Me ne sono gia- perdutamente innamorata.

La giornata e- iniziata alle nove e trenta, quando ci siamo trovati nella hall dell-albergo, in ritardo di un quarto d-ora rispetto alla tabella di marcia. Un ritardo, tuttavia, provvidenziale, perche= ha permesso a Francesca di navigare un po- su internet e trovare una deliziosa pasticceria dove andare a fare colazione. Il napolitano alla crema (una brioches farcita di crema e fritta nell-olio di oliva) era tanto pesante quanto buono ed anche il caffe- si e- dimostrato accettabile. Il locale aveva il suo perche-, la sua atmosfera tipicamente madrilena ed il bancone era affollato quasi quanto i tavolini sui quali ci siamo accomodati. I camerieri si sono dimostrati cortesi e hanno conquistato la nostra fedelta’ come clienti… anche se sul finire della giornata si e’ profilata una seconda possibilita’ (Ho trovato l’apostrofo!!!) della quale, pero’, parlero’ dopo.

La nostra prima meta, a colazione terminata, e’ stata il monastirios de les delcaszas reales. Nonostante la guida ne decantasse la grande bellezza ammetto di esserne rimasta un po’ delusa. D’altra parte non va pero’ dimenticato che il cattolicesimo spagnolo e’ sempre stato famoso per la propria austerita’, fama decisamente confermata da almeno uno dei suoi tanti monasteri. I corridoi che ci hanno condotti da una stanza all’altra erano ricchi di nicchie nelle quali trovavano posto statue e quadri di santi e scene tratte dalla bibbia nonche’ dei protettori del monasterpo stesso il quale puo’ vantare da sempre forti legami con la casa reale. Impressionante e’ la sala degli arazzi, ricavata da quello che una volta era il dormitorio. La dimensione delle celle era quadrata e di poco piu’ di un metro e sessanta per lato. Praticamente un loculo.

Andre’ continuera` questa seconda parte del resoconto, dato che Marica e` stata spedita a farsi una meritatissima doccia, dopo la giornata estenuante.
Si diceva, comunque, del monastero. A me, confesso, e` piaciuto, anche se i cinquanta minuti di fitta spiegazione in spagnolo da parte della guida sono risultati, a volte, un po` indigesti; cose che capitano.

La parte seguente del programma di viaggio e` riassunta sul nostro Meraviglio Esaustivo Ciclopico Universale (d’ora in poi, amichevolmente Mecu) con questa frase: “raggiungere quindi Plaza Mayor e dedicarsi ad un giro della citta` vecchia. (VEDI ALLEGATO 1)”.
Saltando amabilmente l’allegato (che nessuno, Marica a parte, sa di cosa parli), parliamo dell’antica Plaza Mayor.
O della finta antica Plaza Mayor.
Foto scattatemi a tradimento a parte, temo che la piazza, nel corso dei restauri subiti -l’ultimo dei quali ad opera dell’architetto del Prado- si sia “chiusa” dal punto di vista architettonico. Niente di personale, a me le piazze piacciono ampie.
Il giro della citta` vecchia, invece, e` stato istruttivo. Sembrava, a tratti, di incidere le stratificazioni storiche con la lama dei mutamenti architettonici; nota a margine: Chiara osservava interessata gli annunci immobiliari.

Di Calle in Calle, di via in via, giungiamo, finalmente, alla cattedrale di Nuestra Senora de la Almudena e colgo l’occasione di ripassare il testimone a Marica, vestita e… -controllo- si`, decisamente tirata a lucido.

Il mitico allegato uno e’ quell’adorabile percorso che ci ha condotti lungo le strade della citta’ vecchia per conoscere parti di Madrid nascoste e che, probabilmente, non avremmo mai visitato altrimenti (senza perderci, per di piu’!!). Due tra tutte: la chiesa di San Isidro e quella di San Andres. Abbiamo percorso stradine un tempo fuori dalle mura cittadine, alcune ricavate, addirittura, da antichi corsi d-acqua ormai interrati. Uno splendore, insomma ;P senza scordare uno dei pochi mercati coperti rimasti.

Raggiunta la cattedrale ci si e’ presentata un’annosa questione: dove andare a mangiare? Ritornati, rigorosamente, sui nostri passi, abbiamo impiegato qualche secolo per scegliere un locale piccolo ma dall-esterno medievaleggiante e dal passato illustre: li’ era infatti nato e vissuto Pedro Calderon Della Barca (che, per gli ignoranti come la sottostcritta, e’ uno dei piu’ importanti autori di teatro spagnoli). Dopo un panino ai calamari fritti (ma e’ tutto fritto in questo posto?) e la rinnovata testimonianza della nostra scarsa confidenza con la matematica, ci dirigiamo con passo nuovamente baldanzoso verso Nuestra Senora de la Almudena scoprendo… che non si puo- visitare. Ma… ma… ma… ma io ci tenevo! :(
Mi rifaccio immortalandone con maestria l’esterno: con il flash, senza flash, con una mano sola, appesa alla statua di Giovanni Paolo Secondo ed in bilico sulla cancellata. Riesco a conquistarmi persino la fiducia di due giapponesi, notoriamente appassionati di fotografia, che mi chiedono di immortalare la loro presenza sul posto. Mi sento nell’olimpo dei toristi.

Dopo aver dato prova delle mie doti acribatiche ci trasferiamo in una grande piazza dirimpetto a palazzo Reale, dove continuiamo ad immortalare noi stessi ed il palazzo di chiara ascendenza asburgica. L’interno e’ undiscutibilmente meritevole e non posso che restare colpita dai lampadari di prezioso cristallo che illuminano le stanze ed i corridoi. Bello, decisamente bello, c’e’ poco che si possa dire per spiegare altrimenti l’atmosfera maestosa ma allo stesso tempo calda e familiare che vi si respira all’interno. Forse la ragione va ricercata nelle cerimonie che ancora vi si svolgono, ma di certo non s ipercepisce quel clima raggelante che e’ invece proprio delle corti asburgiche in quel di Vienna. L’armeria merita una visita, con i suoi cavalli imbalsamati che fanno da immobili destrieri a manichini vestiti delle preziose armature dei nobili di un tempo. La dimensione di queste ultime puo’ inoltre essere utile per rendersi conto dell’altezza e della corporatura che rappresentava la norma dell’epoca.

Lasciatoci alle spalle palazzo reale non poteva esserci altra meta che la vicina Plaza d’oriente, dalla quale risaliamo verso nord per raggiungere plaza d’espana con il suo bel monumento dedicato a Cervantes. Siamo riuciti a stento a trattenere Andre’ e Chiara dal mettere in atto il loro diabolico piano… lasciare a piedi due guardie armate rubando loro la zoccoluta cavalcatura.
No, non era una macchina particolarmente bella, erano cavalli, uno bianco e l’altro di manto marrone ma entrambi molto belli.

La tappa successiva ci vede diretti verso il tempio di ??????, un tempio egizio donato alla Spagna dall’Egitto in ringraziamento per il grande impegno profuso dalla nazione per il recupero dei monumenti che sarebber ostati sommersi dall’allagamento che sarebbe seguito alla costruzione della diga di Assuan. La temperatura interna e’ da sauna, senza contare gli spazi cosi’ piccoli da provocare claustrofobia anche in chi non ne soffre. Il clima tropicale mi induce ad uscire ancora prima di aver terminato di guardare il video introduttivo, ma l’esterno e’ decisamente piacevole tanto che ci concediamo una lunga pausa e qualche scatto riflesso nel laghetto antistante al tempio stesso.

Occorre una buona dose di coraggio per farci forza ed imboccare la gran Via, che nasce proprio da Plaza d’Espana, percorrendola fino a Plaza del Callao, mecca del cinema dove si trovano piu’ di sessanta sale. La Gran Via e’ un caos di gente, suoni e colori: il traffico e’ folcloristicamente regolato a suon di fischietto dai vigili locali (abbigliati in verde e giallo fosforescente, dal metro e ottanta in su’ sia uomini che donne). Le distanze sono piu’ brevi di quanto potessimo pensare a giudicare dalla mappa e in poco tempo ci troviamo nuovamente in zona hotel, dove ci dedichiamo ad una lunga escursione culturale al Corte Angles, il principale (e si direbbe unico) grande magazzino spagnolo. Vaghiamo in preda alla mania sa Shopping senza  comprare nulla ed infine, presi dalla fame per quet’ultima immane fatica, cerchiamo una cerveceria su Calle Mayor, dove prendere un aperitivo a base di vino e piccoli boccadillos. Soddisfatti rientriamo in camera, per una doccia ed una setata a basa di Paella e sangria.
Concludiamo con una cioccolata calda e temibili churros (menzione per l’omino dei churros… ma visto che e’ gia’ di nuovo ora di cena magari ne parleremo nel prossimo messaggio…).

Per le due siamo di ritorno, per una notte di riposo ed una sveglia che suonera’ decisamente troppo presto.

Ronf!

1 Marzo 2007

Dalla terra di Spagna


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Arrivati sani e salvi dopo impervie avventure metropolitane (ed in metropolitana) eccoci finalmente giunti in hotel.

Cosa ci riservera’ la serata? Cibo, si spera, ed un po’ di buona musica.
La stanchezza si fa indubbiamente sentire, ma non possiamo rinunciare alla nostra prima serata madrilena all’insegna di flamenco, tapas e sangria ;)

Per il resto dovrete aspettare il mio ritorno, il diario cartaceo ha, per ora, la priorita’ ;)

Besos ;P