Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66
L’antipatica » 2007 » Giugno

You are currently browsing the L’antipatica weblog archives for the day Mercoledì, Giugno 6th, 2007.

6 Giugno 2007

L’ultimo momento


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Erano bei tempi quelli durante i quali la saggezza popolare blaterava di non rimandare a domani ciò che poteva essere fatto subito, forte di una cadenza temporale dotata di una connotazione più morbida e finanche visiva: la fine sabbiolina che sfuggiva da una parte all’altra della clessidra in funzione di quella che sarebbe stata chiamata forza di gravità.
Pochi orari predefiniti scandivano le attività quotidiane attraverso il risuonare delle campane e “ci vediamo al mattutino” non significava “sotto casa mia alle dieci e quarantasette”, le persone erano disposte ad aspettare e misuravano la giornata a spanne e non in decimi di secondo.

Nell’attualità la publicità si premura invece di informarci che il futuro è adesso. (Adesso? Ma come sarebbe? Fatemi almeno vestire che sono ancora in mutande!)
Non c’è da stupirsi, quindi, che le persone si trovino invischiate in un intrecciarsi di eventi talmente frenetico da rendere indispensabile portare al polso due ticchettanti lancette. L’ultimo minuto è ormai una necessità. Tic-Tac Tic-Tac, neppure Ford, il padre della catena di montaggio, avrebbe potuto ideare uno strumento più infernale: un oggetto che ci rende schiavi di noi stessi, del nostro desiderio di arrivare a fine giornata con la spossatezza priva di gioia di chi si sente obbligato a fare tutto quanto è stato presentato come necessario.
Se il futuro è adesso che fine ha fatto il presente? Come possiamo davvero vivere se non siamo in grado di concederci neppure un momento di contemplazione? Capita sempre più spesso di ascoltare discorsi di grande rimpianto, quelli dei quarantenni e cinquantenni d’oggi, che si guardano alle spalle e si chiedono dove siano andati a finire i loro anni: dopo i diciotto il tempo inizia a correre, dicono, ma non sono certa che la colpa sia proprio del tempo. Non siamo piuttosto noi, uomini della post-modernità, ad aver intrappreso un gioco di continuo inseguimento nei confronti di un futuro che, in quanto già presente, ci deruba del qui ed ora?

La storia dell’umanità è sempre più simile ad una maratona, ne condivide l’inizio lento e ponderato per poter meglio gestire le forze sulla lunga distanza, quasi una passeggiata rilassante, arrivando poi a dipanarsi in un crescendo che si fa frenetico e scomposto, claustrofobico, fulmineo come le immagini che scorrono oltre i finestrini del treno senza offrirci la possibilità di catturarle e, al contempo, restituendoci quello spiacevole senso di nausea che perdura fino all’ultima stazione.
E’ la volata finale.