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L’antipatica » 2007 » Giugno

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8 Giugno 2007

le stelline di natale


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Sono brilla.
Ho messo i piedi in casa poco fa, giusto il tempo di cambiarmi e di struccarmi, ed è piacevole bearsi nella sensazione di leggerezza che l’alcol, se assunto di rado ed in dosi opportune, produce. Ho bevuto una Du Demon, 12 gradi e sponsorizzata come la bionda più forte in commercio, e ancora l’effetto di fa sentire. Era quello che volevo: un po’ di sana mancanza d’inibizione, un freno a meno tirato verso il basso e la marcia impostata sul folle, in tutti i sensi.
C’è stata la conferenza stampa questa sera, al Gioiello, un appuntamento noioso e tutto sommato monotono ma che mi ha dato l’opportunità di passare qualche tempo con una persona cui tengo molto. Abbiamo finito tardi: complice il prezzo scontato subordinato ad un subitaneo rinnovo molti degli abbonati si sono messi in coda per saldare il loro debito con la cultura.
Ebbene, tra il tempo necessario ad espletare le solite operazioni di chiusura della biglietteria e quello trascorso a parlare del più e del meno il sonno è svanito, ed eravamo già quasi a casa quando ci siamo gardate dritte negli occhi senza bisogno di dire altro.
La birreria è vicino a casa mia, solitaria e silenziosa, adatta alle lunghe chiacchierate ed alle fughe dal mondo.
Siamo rimaste lì quasi un’ora e mezza, fino alle due di notte, a parlare di noi e dei nostri amori, dei nostri sentimenti e delle nostre esigenze. Poi, come spesso accade, il discorso e scivolato sul sesso. Lo dicono anche gli studi letterari: sesso e morte sono gli argomenti che suscitano maggiore interesse e coinvolgimento emotivo, potevamo quindi noi essere esenti da tutto questo? Il proprietario del locale probabilmente stava prendendo appunti, non visto, dalla cassa del bar.
Ed infine, non contente della lunga chiacchierata, ci siamo fermate ancora sotto casa mia, con un tasso alcolico del tutto fuori dalla norma e tanta voglia di trovare qualcuno con cui ridere e scherzare, con cui trovare modo di instaurare un dialogo che non è semplice e non è immediato come domandare l’ora ad un passante fermato all’angolo della strada. Il sesso è un argomento abusato ma difficilmente affrontato con serenità e con franchezza: nascondersi anche davanti alle persone più care è la norma, ma questa sera è stato diverso, illuminante, ed ora ho l’impressione di essermi tolta un gran peso sulle spalle. Di certo non dirò ciò che è stato detto, ma non posso esimermi dal sostenere con foga quale meravigliosa terapia possa essere una birra in simbiosi con una chiacchierata fuori dai denti.

Mi è rimasta voglia di una vasca piena d’acqua e di qualcuno da accompagnare fin lì. Continuo a sostenere che non è affatto scomodo. E da questa sera posso anche considerarmi del tutto normale. Non è meraviglioso?

Sono le tre e trentuno, credo sia giunto il momento di spegnere la luce.
Può un bacio appena accennato essere provocante? Sarei pronta a scommettere di sì.