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L’antipatica » 2008 » Febbraio

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26 Febbraio 2008

In caso di email “indesiderate”


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Argomento spinoso, ma che è bene affrontare senza esitazioni. Amici di penna è e desidera restare un sito “pulito”, dedicato all’amicizia e a null’altro.
E’ per questo che chiediamo la vostra collaborazione: se doveste ricevere un messaggio sgradito vi invitiamo a conservare la mail pervenutavi e a contattarci utilizzando l’apposita funzione del sito (Mail-me, raggiungibile dal menù “Utility” alla sinistra dello schermo).
A seguito di opportuna verifica provvederemo con piacere a bannare chi fa uso improprio del nostro impegno e del nostro lavoro.

11 Febbraio 2008

35 mila


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Proprio così: trentacinquemila.
Un numero che riempie la bocca, che copre quasi tutto lo spazio quando si compila un assegno, una successione di cifre o lettere che porta via del tempo per essere composta. Due numeri primi più una quantità prima di moltiplicatore esponenziale. Il numero perfetto, quello delle volte in cui verrà stampato il mio primo racconto edito.
Per ora nessun altro dettaglio, ho troppa paura che il sogno si spezzi e che non possa più sentirmi un po’ scrittrie anch’io, paura di non poter accludere questa esperienza per dimostrare che valgo almeno un’occhiata, uno sfogliare rapido del segreto che sto portando con me da qualche tempo.
Sono a quota 120. Pagine. E mi sembra un’utopia arrivare alla fine e avere davvero qualche copia lì davanti a me, pronta a prendere il via verso qualche casa editrice ben scelta. Mi vedo in un piccolo spazio tutto dipinto di giallo, alla fiera del libro del prossimo anno, io ed I. fianco a fianco, come sempre, contro tutto e tutte: Thelma e Louise con qualche anno di meno e la stessa voglia di superare i confini del mondo, di avventurarci nella nostra personale ricerca della felicità.
Ero ferma da un po’, non riuscivo ad andare avanti: cos’è il paradiso, mi chiedevo. Nessuna risposta, o forse troppe, troppe vie inesplorate per poter avere una qualche certezza, nessuna così accattivante da sbilanciarsi e puntare su quella sola opzione tutto il patrimonio emotivo. Avevo abbozzato un finale, un’idea che mi sembrava quella giusta perché seguiva i dettami del cervello. Quanto mi sento adulta, quando faccio così… wow, so quale piega voglio dare alla mia vita. Tutto falso. E’ bastato un giorno ed il mio finale di plastica si è sciolto, ribaltato, per lasciare spazio al suo opposto fatto di legno e schegge. Anch’io avrò il mio lieto fine sbagliato. E sorrido.

:)