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L’antipatica » 2008 » Giugno

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30 Giugno 2008

Vocette stridule


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Sono le 22 e 17 di una normale serata di giugno. Sto cercando di mantenere la concentrazione per continuare a scrivere ma l’aria afosa impone di spalancara la finestra, gesto dettato dall’illusione che questo possa portare un po’ di refrigerio. I rumori della strada sono quasi piacevoli se non fosse per le grida stridule ed acute che provengono dal vicino parco giochi. C’è solo un lampione ad illuminarlo eppure non mollano: perseverano con il lento lavorio che li porterà a far esploredere i miei nervi.

Sono le 22 e 17 di una normale serata di giugno. Vogliamo riportare a casa questi bambini-urlatori? O, se non altro, vogliamo insegnargli che non è necessario urlare ogni singola frase del loro ridotto repertorio? E che non c’è motivo di gridare a caso, giusto per rovinarsi le corde vocali fin da piccoli?

Sentitamente, ringrazio chi vorrà procurarmi un lanciafiamme con congrua gittata.

24 Giugno 2008

Indice racconti e fantiction


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Mi sono resa conto che trovare post di racconto qui sul blog è un’impresa quasi impossibile. Cerchiamo, allora, di mettere un po’ d’ordine :)

 

 ———–   ANITAVERSE ———–

 * Questione di prospettiva.
Riscrittura dei capitoli 38 e 39 de “Il ballo della morte”, questa volta descritti e vissuti attraverso gli occhi e i sentimenti di Jean claude.
-> Leggi la fanfiction

 

* La notte del vampiro.
Una serie di efferati omicidi coinvolgono Anita in prima persona e la sterminatrice, suo malgrado, si trova costretta a chiedere l’aiuto dell’avvenente Jean-Claude.
Nessuno spoiler sui libri della saga.

leggi il capitolo 1 - Sangue e cioccolata

leggi il capitolo 2 - Imprevisti al Guilty Pleasures

leggi il capitolo 3 - Ice rink star

leggi il capitolo 4 - L’interrogatorio

continua…

 

* Quasi stata baciata
Fanfiction scritta con Miraphora.
Questa fan fiction è un esperimento di scrittura a quattro mani, abbiamo deciso il tema e successivamente la divisione dei due personaggi. Siccome abbiamo due stili completamente diversi, Verdiana elegante ed accurata e Miraphora ironico e schietto, la decisione è stata semplice: Jean-Claude a Verdiana, Anita a Miraphora. Speriamo di aver catturato i personaggi al meglio, e speriamo che anche voi vi divertirete a leggerla come noi ci siamo divertite a scriverla!
-> Leggi la fanfiction

 

 ———–   FANTASY  ———–

* L’apprendista e l’assassino.

Più che un racconto un passo a due, scritto per divertirsi e per sperimentare. Per giocare. Una nobile elfa che cerca vendetta, un assassino dall’insospettabile passato, indecisioni, liti, due personalità accese che si scontrano e pegni d’amore macchiati di sangue.

leggi la parte prima

leggi la parte seconda

leggi la parte terza

leggi la parte quarta

leggi la parte quinta

e manca poco alla fine…

 

* Sotto la luce della luna

Salvare qualcuno che non lo desidera è più complesso di quanto si potrebbe immaginare, ma non si tratta che della scintilla iniziale, quella che congiungerà i destini di una maga tornata alla luce e dell’arrogante portatore che deve difendere. Le vicende dei personaggi si dipanano sullo sfondo di una vera e propria caccia alle streghe, dove pericolo e potere vanno ad intrecciarsi indissolubilmente.
Altro passo a due, che avrebbe bisogno di tempo per essere ricondotto in una forma tradizionale.

leggi la parte prima

leggi la parte seconda

leggi la parte terza

leggi la parte quarta

leggi la parte quinta

Continua…

 

 ———–   ALTRI RACCONTI, FANTASY E NON ———–

* Frammenti
Schegge di specchio bagnate dalla pioggia. Finestre sul mondo, sui mondi, sull’autrice, su di noi, in un caleidoscopio di arcobaleni rifratti che ne impreziosiscono i riflessi.
-> leggi la raccolta

 

 

Questa bellissima quarta di copertina è stata scritta da André. Non avrei potuto sperare in una presentazione migliore per la mia raccolta di scarabocchi :)

23 Giugno 2008

Abiti e saggi


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Ma vi sembra normale, dico io, andare a quarant’anni al saggio di recitazione di un bambino di otto indossando, per l’occasione, un abitino nero di playboy?
Badate: non è questione esclusiva di stoffa e di centimetri, e neppure della grande testa di coniglio ricamata a paillettes sul petto poco pronunciato della signora, seppure sia bastato questo a far inarcare più di un sopracciglio. Si tratta, invece, delle due fasce trasparenti, collocate sui fianchi, che mettevano in risalto l’assenza di biancheria intima: cercasi disperatamente buongusto. O, in alternativa, qualcuno che accolga l’invito.

19 Giugno 2008

Dovrei, vorrei…


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Sono le 21 e 07 ma la sera sembra non voler ancora arrivare. La luce che entra nella stanza mi rende inquieta: riflette sulla superficie bianca dello scrittoio e occhieggia sullo schermo del computer sul quale dovrebbe campeggiare un lungo listato di codice, quello che tra dieci giorni dovrò consegnare al professore di web design.

Invece no.

Invece sono qui che cazzeggio cercando di ignorare ciò che dovrei: gli ultimi esami della specializzazione.

Invece sono qui che non trovo la voglia per portare a termine persino ciò che vorrei: un lavoro più adatto alle mie competenze, una lunga lista di società cui inviare la mia vita condensata in due pagine. Ancora un attimo, per respirare.

E invece, di nuovo, mi lascio accarezzare dal desiderio di scrivere, dalla voglia di sentire i pensieri fluire attraverso le dita, comporsi in parole che gli occhi osservano comparire direttamente sulla pagina bianca, pixel dopo pixel. Non mi occorre pensare alla posizione delle lettere sulla tastiera: uso il pc da così tanto tempo che ormai mi viene naturale. Addirittura, se ora mi chiedeste dove si trova la lettere “v”, non saprei dirvelo; lo so, semplicemente. Sembra una riflessione stupida, fine a se stessa, ma la sensazione che ne deriva ha qualcosa di magico: è come se tra pensiero e parole non vi fossero intermediari: è la mente che scrive e le mani non sono che un mezzo che spicca per la sua trasparenza. La fotografia è dipingere con la luce: i raggi solari colpiscono la pellicola e impressionano l’immagine senza avere coscienza di cosa lo rende possibile. Cambiano gli addendi ma non l’equazione: pensiero e scrittura intrecciati in un unico filo rosso.

E’ per questo, forse, che non riesco più a comporre alcunché con carta e penna? Il pensiero corre troppo veloce per le mani, così limitate dal sottile bastoncino di plastica che stringono tra le dita, così presenti, così ingombranti, soffocanti.

Non scrivo con l’inchiostro, scrivo con la mente. Ecco tutto.

12 Giugno 2008

“On fantasy”, by George R.R. Martin


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Il migliore fantasy è scritto nella lingua dei sogni. E’ vivo proprio come sono vivi i sogni, più reale della realtà…almeno per un momento…quel magico momento prima di svegliarsi.

Il fantasy è colorato d’argento e di scarlatto, indaco e azzurro, ossidiana venata da delicati lapislazzuli. La realtà è legno e plastica, fatta da marrone fango e triste verde oliva. La fantasia sa di peperoncino e miele, cannella e chiodi di garofano, rare carni rosse, e vini dolci come l’estate. La realtà è fagioli e tofu, con cenere sul fondo. La realtà è un centro commerciale di Burbank, il fumo di ciminiera di Cleveland, un parcheggio a Newark. La fantasia è le torri di Minas Tirith, le antiche pietre di Gormenghast, le sale di Camelot. La fantasia vola sulle ali di Icaro, la realtà sulle Southwest Airlines. Perchè i nostri sogni diventano tanto più piccoli quando finalmente si realizzano?

Noi leggiamo il fantasy per ritrovare di nuovo i colori, credo. Per assaggiare forti spezie e sentire le canzoni cantate dalle sirene. C’è qualcosa di antico e vero nel fantasy che parla direttamente a qualcosa insito in noi, al bambino che che sognava che un giorno avrebbe cacciato di notte nelle foreste, e avrebbe festeggiato al di sotto di cave colline, e trovare una amore che sarebbe durato per sempre in qualche lugo tra il sud di Oz e il nord di Shangri-La.

Possono tenersi il loro paradiso. Quando morirò, preferirei di molto andare nella Terra di Mezzo.