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L’antipatica » 2008 » Giugno

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19 Giugno 2008

Dovrei, vorrei…


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Sono le 21 e 07 ma la sera sembra non voler ancora arrivare. La luce che entra nella stanza mi rende inquieta: riflette sulla superficie bianca dello scrittoio e occhieggia sullo schermo del computer sul quale dovrebbe campeggiare un lungo listato di codice, quello che tra dieci giorni dovrò consegnare al professore di web design.

Invece no.

Invece sono qui che cazzeggio cercando di ignorare ciò che dovrei: gli ultimi esami della specializzazione.

Invece sono qui che non trovo la voglia per portare a termine persino ciò che vorrei: un lavoro più adatto alle mie competenze, una lunga lista di società cui inviare la mia vita condensata in due pagine. Ancora un attimo, per respirare.

E invece, di nuovo, mi lascio accarezzare dal desiderio di scrivere, dalla voglia di sentire i pensieri fluire attraverso le dita, comporsi in parole che gli occhi osservano comparire direttamente sulla pagina bianca, pixel dopo pixel. Non mi occorre pensare alla posizione delle lettere sulla tastiera: uso il pc da così tanto tempo che ormai mi viene naturale. Addirittura, se ora mi chiedeste dove si trova la lettere “v”, non saprei dirvelo; lo so, semplicemente. Sembra una riflessione stupida, fine a se stessa, ma la sensazione che ne deriva ha qualcosa di magico: è come se tra pensiero e parole non vi fossero intermediari: è la mente che scrive e le mani non sono che un mezzo che spicca per la sua trasparenza. La fotografia è dipingere con la luce: i raggi solari colpiscono la pellicola e impressionano l’immagine senza avere coscienza di cosa lo rende possibile. Cambiano gli addendi ma non l’equazione: pensiero e scrittura intrecciati in un unico filo rosso.

E’ per questo, forse, che non riesco più a comporre alcunché con carta e penna? Il pensiero corre troppo veloce per le mani, così limitate dal sottile bastoncino di plastica che stringono tra le dita, così presenti, così ingombranti, soffocanti.

Non scrivo con l’inchiostro, scrivo con la mente. Ecco tutto.