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13 Febbraio 2010

L’isola dei segreti, di Scarlett Thomas


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Copertina romanzo

Rispondereste ad un annuncio di lavoro per giovani menti brillanti? Anne, Paul, Thea, Emily e Jamie l’hanno fatto e si sono trovati catapultati su un’isola deserta. Chi li ha portati lì? E chi ha riempito di cibo la grande casa sulla scogliera? Ma soprattutto, dove sono e  come possono scappare?

Sono tutte domande che troveranno almeno in parte risposta lungo le 323 pagine di questo nuovo romanzo di Scarlett Thomas.
Autrice precocissima e di grande talento, Scarlett è ormai un’icona del Ciberpunk Nata nel 1972 è oggi insegnante di scrittura creativa presso la University of Kent e collabora con prestigiose testate come il New York Times e il Guardian.
L’isola dei segreti è il suo terzo romanzo tradotto in italiano, dopo il grande successo di Chi ha incastrato Mr. Y e Pop Co.
L’isola descritta, aspra e selvaggia pur senza rinunciare a tutti i confort di una moderna abitazione, ricorda quell’isola ideale artificialmente ricreata in programmi come Big Brothers, tanto che si potrebbe quasi cadere in errore individuando nel reality show la fonte ispiratrice del romanzo: l’azione dei sei protagonisti è pressoché inesistente e le pagine scorrono veloci in un susseguirsi di dialoghi all’apparenza privi di senso. Sembra che il Grande Fratello, nato nelle pagine di 1984 e passato alla televisione dopo essere stato epurato di ogni critica sociale – i protagonisti non sanno fare niente, chiacchierano tutto il giorno, ma sono i nuovi divi – torna alla carta stampata e riassume su di se parte di quell’invito alla riflessione che permea il capolavoro di Orwel.

In realtà Scarlett Thomas ha sorriso e allontanato il paragone in occasione della scorsa fiera del libro, quando ha tenuto a precisare che la stesura del romanzo è stata completata nel 1999, un anno prima rispetto alla messa in onda del programma televisivo.

Così come Chi ha incastrato Mr. Y anche L’isola dei segreti è scritto al tempo presente ed ha un finale di grande impatto, che come un’opera d’arte contemporanea ribalta i ruoli tra lettore e scrittore: la linea di demarcazione tra chi racconta e chi legge si fa meno netta, più sfumata e il vero protagonista, colui che deve decidere le motivazioni dei personaggi, colui che deve immaginare il futuro delle sei menti brillanti in gioco, diventa proprio lui: il lettore.
Scarlett Thomas non ci dice con chiarezza cosa accadrà, non scrive la parola fine.

Come uno scrittore tradizionale inizia prendendo per mano il suo pubblico per condurlo lungo la storia, come farebbe una mamma con un bambino nell’aiutarlo ad attraversare la strada, salvo poi abbandonarlo improvvisamente. Il bambino ne sarebbe disorientato e allo stesso modo il lettore.  Cosa vuol dire? Cosa accadrà adesso? Perché l’ha fatto? E poi? La mente, spenta fino ad un attimo prima -perché impegnata nella realtà parallela della finzione – viene ricacciata brutalmente nella dimensione reale: inizia a pensare, a cercare risposte. Riflette.

Ecco allora il pregio più grande de libri di Scarlett Thomas: continuare oltre l’ultima pagina, bucando il velo della realtà e arricchendo in modo nuovo l’esperienza della lettura.

Diciamo le cose come stanno, nessuno di loro sa come accendere un fuoco o trovare cibo. Nessuno di loro sa come costruire una bussola, usare corde o attrezzi rudimentali. Ma tutti sanno mostrarsi indifferenti. Dopotutto, la vita è quasi sempre abbastanza spaventosa. E saper nascondere la tua paura è la prima cosa di cui hai bisogno nel mondo. Se vedi un tipo poco raccomandabile con un rigonfiamento nella tasca della giacca, non far vedere che hai paura. Se vedi un film dell’orrore, ricordati di ridere. Se qualcun altro sembra impauruto, ridi di lui. Nel mondo reale, il pericolo o è fantastico, e perciò ridi, o è troppo reale, e quindi lo ignori. La gente muore sulle strade, nei treni, sugli autobus e sugli aeroplani. La gente muore per il monossido di carbonio in appartamenti in affitto, per avvelenamento da cibo e per le bombe dei terroristi. Non c’è mai preavviso. Jamie e gli altri vengono da una cultura in cui un allarme antincendio non vuol veramente dire incendio. Significa solo che devi uscire e startene fuori a ridacchiare per un po’. Ma un gamberetto o una nocciolina possono ancora ucciderti.- Ti va un’altra partita? -, chiede Paul.

 

 

Edizioni Newton&Compton

Prezzo: 16 euro.