Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66
L’antipatica » Blog Archive » Nuova teoria universitaria

 

Nuova teoria universitaria


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Sono sul bus quando sfoglio le prime pagine di Vanity Fair venendo catturata da un bell’articolo sulla salute delle università italiane. (Vanity n°38 pagina 52)

Pur condividendo con il professor Salvatore Cassillo, illustre intervistato, il medesimo scetticismo da lui rivolto alla fantomatica formula 3+2, devo dissentire su alcuni punti a mio avviso di estrema rilevanza.
Quando si parla di scuola, e dunque di futuro del Paese, non si può generalizzare.
Il professore classifica le lauree triennali con l’aborrito termine di “professionalizzanti”, osservando una successiva iniezione di teoria da propinarsi agli studenti durante il biennio magistrale.
Senza pretendere di possedere la verità assoluta mi permetto di testimoniare come tale schematizzazione non risulti calzante nell’ateneo torinese, dove le lauree sono invece studiate in modo tale da fornire agli stuenti dapprima basi teoriche e solo successivamente quelle conoscenze, speudopratiche, che saranno effettivamente spendibili nel mercato del lavoro. Non posso che esemplificare, con specificità necessaria e di certo non meno pedestre di un indiscriminato generalismo, riferendomi al corso di laurea in scienze della comunicazione, il quale accusa la sua posizione di figlia illegittima di mamma Lettere.

Ecco dunque che la vera pecca del 3+2 potrebbe essere trovata altrove, vale a dire in quella tesina del terzo anno che non fa altro che ritardare il reale conseguimento della laurea (e quindi diminuire il numero di studenti in corso): se un allievo intende proseguire il proprio iter formativo dovrebbe avere il diritto di non perdere tempo prezioso, dedicandosi allo studio di quelle materie che gli consentiranno di redigere una tesi (senza diminutivi) di pregio, capace di racchiudere il lavoro svolto lungo il corso di un intero quinquennio.

Parliamo, ora, delle lauree dai nomi così strani da provocare attacchi di ilarità. Molti dei corsi di studio citati fanno riferimento a lauree specialistiche, ragione per cui la specificità diviene requisito essenziale, dovuto alla natura stessa del fine proposto: una specializzazione generica apparirebbe uno scherzo di cattivo gusto.

La domanda cruciale forse dovrebbe trascendere l’università di per se stessa, guardando oltre in direzione dei piani dirigenziali: perché non si investe più nella ricerca e nell’università? Una risposta me la sono data, e non mi piace. Il governo, mancino o meno, non possiede più uno sguardo capace di arrivare in profondità: il massimo limite temporale è la prossima legislatura, garantirsi la possibilità di continuare a governare. Per raggiongere questo fine sono necessari risultati subito. Adesso. Ieri, se possibile. Investire nell’istruzione significa invece agire per raccogliere i primi frutti tra venti o trent’anni: praticamente quindici partiti dopo. Inaudito.

This entry was posted on Venerdì, Settembre 21st, 2007 at 18:08 and is filed under Riflessioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.