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L’amore secondo me


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Qualche mese fa un’amica ha voluto farmi leggere una lunga dissertazione sull’amore. Non ho la presunzione, così come non l’aveva lei, di possedere la ricetta miracolosa per i problemi di cuore, ma questa è stata la mia risposta alla sua non domanda.

Questa mattina mi sono svegliata.
Parrebbe un’affermazione banale, una semplice constatazione di un dato di fatto così ripetitivo ed inutile da non costituire interesse per nessuno tranne che per me e, forse, per colei che mi ha messa al mondo.
Oggi, però, c’è di più.
Quante volte capita nella vita di discernere con chiarezza ciò che è veramente importante da ciò che, invece, non lo è? L’esistenza è fatta di minuti, tutti formati da 60 secondi e non so quanti millesimi, ma non è cosa che ci interessi in questo momento, il punto è che aprendo un manuale di fisica, o di qualsiasi altra materia scientifica che ha la presunzione di studiare la realtà, questi minuti risultano tutti uguali, interminabili ripetizioni che si susseguono le une alle altre in un infinito gioco di specchi. Non credete agli scienziati: mentono. Almeno su questo. La verità è che ogni singola vita si può condensare in pochi, pochissimi minuti salienti, quei momenti in cui si diventa intimamente consapevoli che si è diversi o, un gradino più in basso, che non è il caso di restare gli stessi di sempre.
Errare è umano, perseverare è diabolico.
Non ricordo chi ha scritto questa manciata di parole chissà quanti miliardi di milioni di minuti fa, ed a ben guardare non sono neppure un’appassionata delle frasi fatte, ma questa mattina, dicevo, mi sono svegliata. Avevo ancora un occhio socchiuso e lo spazzolino a penzoloni da un lato della bocca quando alle mie spalle ho visto spuntare una coda rossa, a punta, ed ho capito che anche il masochismo deve avere un suo limite.
L’amore esiste, è qualcosa di vero e reale, altrimenti non si spiegherebbe il dolore che in un modo o nell’altro finisce sempre per corroderci, il problema, semmai, è la coordinazione: innamorarsi è meraviglioso, per i primi tre mesi se non altro, ma cosa accade se l’intensità dei sentimenti non è la stessa nell’uno e nell’altro dei nostri fidanzatini felici? Liti, pianti, disperazione. Un inutile spreco di sentimenti. Se la persona che hai scelto non ti fa star bene significa che non è in accordo con la tua sensibilità. Probabilmente non è vero che non tiene a te, sarei pronta a scommettere che il suo sia effettivamente classificabile come una qualche forma di amore, eppure se passi le giornate a piangere, diventi scontrosa, irascibile, e ti presenti a lavoro con gli occhi gonfi come se fossi reduce da una nottata di sesso, alcool e spinelli, ma senza sesso, alcool e spinelli e senza il buonumore che ne deriva, bhe, allora significa che c’è qualcosa che non va.
Potrebbe essere una splendida amicizia, forse, ma solo se si prenderà coscienza che non ci sono i presupposti per una soddisfacente relazione di coppia.
Quel peso che ti preme sul petto, i silenziosi discorsi recitati a te stessa e trabordanti di quanto desideri dirgli e non dici, di quello che vorresti, o di come sarebbe se. Tutte palle. Ti rovinano la salute, ti rendono antipatica, ti fanno piangere ed il pianto rovina la pelle, ti fanno invecchiare prima del tempo, ti rovinano l’umore e ti fanno perdere occasioni. Il tipo malinconico funzionava negli anni ‘60, e forse neppure allora, ma questo è il tempo di chi non può perdere tempo: a lavoro bisogna essere impeccabili, con gli amici travolgenti, con gli insegnanti brillanti. L’apoteosi della menzogna. Troppa tensione, troppa ansia. Se anche con la persona che amiamo non abbiamo la possibilità di essere noi stessi, se dobbiamo fingere anche con lui o con lei che quello che ci da è sufficiente, se quello che abbiamo sul volto non è un sorriso ma una paresi, allora è meglio un po’ di sana solitudine.
Essere noi stessi almeno con noi stessi, quale conquista più grande?
E poi, poi incontri persone che non fanno altro che parlarti del loro sogno estatico, di quanto amano il loro compagno, di come la loro vita sarebbe inutile se divisi dall’altra metà, ed ecco che senti come una scossa attraversarti la schiena, e non è la sensazione di acuto dolore che potresti aspettarti quando chiudi le dita nella portiera dell’auto, perché sei troppo impegnato a mantenere la paresi piuttosto che pensare a te stessa ed alla tua mano, no, è la sensazione di assoluto stupore che ti coglie nell’istante in cui scopri che il vero amore esiste davvero, ed in quel momento sai che non puoi più accontentarti.
Questa mattina mi sono svegliata.

This entry was posted on Domenica, Febbraio 4th, 2007 at 01:25 and is filed under Riflessioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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