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Il mio primo bookring!


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Iniziamo dalle informazioni importanti: cosa sono i bookring? Siccome oltre ad essere antipatica sono anche un po’ pigra riporto la splendida spiegazione di bookcrossing-italia

I bookring… questi sconosciuti!

Per chi non riesce ad abbandonare un libro per strada, il BookCrossing non è comunque tabù: il sito italiano offre infatti la possibilità di partecipare ai BookRing o anche detti “Anelli”. Alcuni corsari registrano i propri libri e ne danno notizia sul sito, con l’obiettivo di creare un elenco di persone che a turno riceveranno il libro (il passaggio avviene per posta o per mano).

La caratteristica dell’Anello è quella che il libro viaggia, ma alla fine torna nelle mani di chi l’ha messo in giro, arricchito in più di un Diario di Bordo: una raccolta di note, foto e segnalibri, che ogni partecipante inserisce ad ogni passaggio.

Esiste anche una variante, diffusa tra i corsari: invece di rimandare il libro a chi ha lanciato l’Anello, l’ultima persona che legge il libro lo lascia in libertà. Questa variante prende il nome di BookRay. La differenza tra i due tipi di Anelli è che, nel primo caso, chi lancia il libro lo fa per riaverlo indietro con tutti i commenti e le osservazioni, mentre nel secondo uno desidera liberare un libro e che lo stesso venga prima letto da parte di corsari interessati. 

Delle volte i corsari lanciano un insieme di libri legati tra loro da un sottile filo rosso. Possono essere stati scritti dallo stesso autore, oppure parlare dello stesso argomento. In questo caso si lancia una BCBox (anche detta BookBox). Si tratta di una scatola che viene riempita di libri. La scatola passa da corsaro a corsaro, e chi la riceve estrae uno o più libri, e ne inserisce altrettanti. Alla fine del giro, la scatola che ritorna al corsaro lanciatore conterrà libri molto diversi da quelli di partenza.

OVVIAMENTE, non ho potuto resistere… ed ecco la mia prima proposta :)

Io non ho paura
di Niccolò Ammaniti

1987, l’estate più torrida del secolo. In uno sperduto paesino della campagna meridionale, mentre gli adulti se ne stanno chiusi all’ombra dei casolari, sei bambini esplorano la campagna bruciata dal sole. Tra di loro Michele, nove anni, che, nascosto tra le spighe, scoprirà un pauroso segreto, un segreto così grande e terribile da non potersi nemmeno raccontare. Si accorgerà che il male esiste, che è tragicamente rale e ha un volto peggiore del più brutto incubo che un bambino possa immaginare. Per affrontarlo dovrà fare ricorso a tutta la sua fantasia e innocenza, abbandonando per sempre il tempo dei giochi e della semplicità. (Fonte: quarta di copertina) Commento personale. Un libro narrato in prima persona, attraverso gli occhi di un bambino, così da fornirci una visione del mondo e di noi “grandi” filtrata dal velo deformante dell’ingenuità. Deformante… e se fosse invece il disincanto che permea i nostri pensieri di adulti ad impedirci di discernere con chiarezza il bene dal male? Si tratta, dunque, di un romanzo che invita ad una riscoperta del Peter Pan ormai sepolto nel nostro intimo? No, perché il mondo, per un bambino, può esser ancora più difficile. Un Ammaniti in splendida forma, che aspetta solo di prenderci per mano e condurci tra le pagine di questo suo piccolo capolavoro. Detto questo, sono curiosa di conoscere le impressioni che altri possono trarne :)

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This entry was posted on Martedì, Marzo 13th, 2007 at 16:11 and is filed under Diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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