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Giochi pericolosi - mettersi alla prova (2 di 3)


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Tenebra che domina, oggetti dai vaghi contorni che si fondono con il nero artificioso di una notte perenne; notte senza giorno e giorno gemello della notte; impercettibile mormorare di ciglia che sfiorano l’aria, ripetutamente, perché iridi oscure possano abituarsi all’assenza totale di ogni forma di luce. Granelli di sabbia attraversano l’armonico restringimento della clessidra, dominatrice e schiava del tempo, scandendo l’avanzare dell’invincibile nemico degli uomini.
Uno, due, tre, quattro. Secondi che già non sono più.
La tenebra sembra divenire meno invadente e un sorriso si affaccia alle labbra di un volto esangue, celando emozioni timorose ed impazienti al contempo.
Il signore dei drow avanzò con passi lenti verso quel volto, concedendogli il tempo necessario perché potesse abituarsi, senza fretta alcuna, alla sgradevole sensazione che da sempre faceva seguito alle sue improvvise convocazioni: il mondo che sembrava ripiegarsi su se stesso, distorcendosi e ricomponendosi in forme differenti, trasportando colui che ne era spettatore e protagonista nel luogo ove era stato richiamato. Giunto innanzi al proprio ospite Gyro si apprestò a salutarlo con fare gentile. Gli fu sufficiente un sussurro, “Ben trovata…”, perché la bianca figura si voltasse in sua direzione “Come avrei potuto rifiutare un invito sì cortese? Prima o poi riuscirò ad abituarmi a questi richiami improvvisi” Il rimprovero che traspariva dal tono vagamente irritato di quelle parole tramutò il velato sorriso del Valuk in una profonda ma breve risata.
“Come ti senti, Verdiana?”
“Come una maga troppo impegnata, e tu invece? Ti vedo in ottima forma, signore dei drow “
“Si, per ora pare vada bene. Per ora.”
“Per ora? Temi forse qualcosa o…qualcuno?” La maga sorrise, sorniona, lasciando intendere più di quanto le proprie labbra non avessero detto.
“Non dovrei? - socchiuse un occhio, ricambiando il sorriso - E’ il mio mondo. Nulla di preciso, nulla più del solito..”.
La bionda elfa mosse allora un passo in avanti sentendo la gola improvvisamente riarsa. Non poté che pensare con rammarico alla bottiglia di dolce idromele che faceva bella mostra di sé sul proprio scrittoio, alla torre dell’Alta Stregoneria, aperta ed ancora intoccata a causa della convocazione del Valuk “Non devo essere io a dirti quali sono i tuoi nemici “
“Infatti” Gyro annuì pigramente nel lasciare alla maga il compito di introdurre il motivo del loro incontro.
“Ma non credo tu mi abbia chiamata solo per discorrere con me, anche se un calice di vino avrebbe degnamente innaffiato il nostro colloquio”
“No certo. E rimandiamo il vino alla prossima occasione”
“Un vero peccato - sospirò con rassegnazione - ma direi di venire al dunque finalmente”
“Certo..”
Le pareti dell’ampia grotta in cui i due si trovavano erano completamente rivestite di marmo scuro e di granito, sul quale spiccavano elaborati decori scolpiti da imponenti blocchi di ossidiana. Due file di slanciate colonnine dai capitelli intarsiati in forma di ragno si guardavano l’un l’altra, creando una navata centrale fiocamente illuminata dalla sola luce delle candele disposte su un pavimento dove pietre di particolar pregio si componevano nella figura di un ragno di imponenti dimensioni. Il bianco sorriso, che mai si era spento sulle labbra di Gyro, tornò a manifestarsi con maggiore intensità mentre con gesto flemmatico indicava il sommo altare collocato in fondo alla navata a fronte di una gigantesca statua raffigurante la dea. Debolmente rischiarato dalla luce di due sole fiammelle, l’altare si presentava gremito di grossi ragni neri disposti in due circonferenze concentriche, imperniate su un aracnide di dimensioni maggiori il cui corpo sinistramente vellutato celava un oggetto alla vista della maga.
“Riesci a vedere?”
Verdiana vide e rabbrividì, lanciando uno sguardo sospettoso all’altare e poi al Valuk. La scena che si presentava ai suoi occhi le suggeriva pensieri poco rassicuranti, ma Gyro le avrebbe consegnato il pentacolo, così le aveva detto, e non vi era alcun motivo perché non dovesse rispettare il loro accordo.
I ragni restarono immobili quando la maga si avvicinò, senza superare quella che lei stessa considerava un’adeguata distanza di sicurezza. Gli aracnidi l’avevano sempre disgustata a tal punto da arrivare quasi ad immobilizzarla e non era certo quello il momento o il luogo adatto ad approfondirne la conoscenza; anzi, era sicura che quel momento non sarebbe mai giunto.
“Lo intravedo appena”
Il Valuk seguì con attenzione i movimenti esitanti dell’elfa, bevendo con gusto il timore che traspariva dal suo sguardo quando lei si spostò per poterlo guardare in volto  “Pensi di poter eludere le sue difese magiche? Cosa potrebbe accaderti?” chiese con interesse, ricevendone in cambio una risposta che aumentava la propria curiosità senza riuscire ad appagarla neppure in minima parte.
“Non so quali siano le conseguenze senza la presenza del suo proprietario legittimo. Ogni mago ha i propri sistemi per proteggere ciò che gli appartiene.”
“So che Amon, se non fosse stato nero come il mago, sarebbe stato colpito dalla protezione del pentacolo, ma non so come…”
Verdiana si spinse un passo più vicina all’altare riempiendo l’aria di un tiepido sussurro, come se i suoi non fossero che pensieri pronunciati a voce troppo alta “In tempo passato ho stretto tra le dita questo stesso pentacolo…” si voltò quindi verso il drow sorridendo velatamente, quasi provasse imbarazzo per quanto detto. Gyro non vi badò, incalzandola con un filo di emozione nella voce. Incuriosito dalla magia? Preoccupato per la maga?
“Ma credo Alixter fosse d’accordo allora…”
“Che sia dunque tu a prenderlo, signore dei drow, e a consegnarmelo racchiuso in un drappo di tessuto, così che io non debba sfiorarlo”
“Dovremmo privarci di uno spettacolo senza precedenti. Prego, e sii fiduciosa” stranamente le sorrise quasi con dolcezza, indicandole ancora una volta l’altare. L’elfa deglutì a vuoto, tentennado, i suoi sospetti stavano diventando troppo reali e la piega che la conversazione stava assumendo iniziava a piacerle sempre meno.
“Ma prima dimmi…” Gyro tentò di porre una nuova domanda senza tuttavia riuscire a catturare l’attenzione di Verdiana, scossa da quanto si stava profilando all’orizzonte “Per quanto possa sembrarti strano, morire per il morso di un ragno non è in cima alle mie aspirazioni”.
Le voci andarono così a sovrapporsi generando una singolare armonia di suoni. Quella bassa e profonda del drow danzava con la voce soave dell’elfa, rendendo omaggio all’innata musicalità che la natura ha donato ad entrambe le razze. L’improvviso silenzio che ne seguì fece sorridere il Valuk, spostatosi alle spalle della maga che ora appariva nuovamente padrona delle proprie emozioni
“Ti ascolto”
“Temi di più la protezione magica o i ragni?”
“La mia risposta ti stupirebbe”
“E’ così raro essere stupiti.. prego” Gyro continuò il suo fluido ruotare attorno alla giovane ospite, giungendole infine al fianco senza mai perdere contatto con i suoi occhi scuri.
Poco dopo fu lo sguardo di Verdiana ad abbandonare il suo, descrivendo nell’aria corposa del sottosuolo un semicerchio interrotto dalla vista del grigio altare.
“Sono immobili ora…”
“Ora, sì…”
“Ma non ho dubitato neppure per un istante della loro rapidità, al momento opportuno, e neppure del grande potere che li difende. - Gyro la osservava, immobile, i lineamenti del volto scaldati dal fantasma di un sorriso - Ora tu mi chiedi tra due forze magiche quale voglio sfidare…”
“No, dato che devi sfidarle entrambe. Ti chiedo quale temi di più.”
Verdiana si voltò improvvisamente senza riuscire a nascondere la propria sorpresa. Gli occhi lampeggiarono di incredulità imporporandosi del rosso vivo delle deboli lingue di fuoco che profilavano i corpi scultorei degli otto gargoyle, guardiani dalle espressioni contrite posti in posizione rialzata lungo il corridoio centrale. La levigata tensione della muscolatura suggeriva l’illusione di un movimento imminente come se si trattasse di esseri vivi posti a difesa della dea.
“Vuoi dire che dovrò essere io a sfilare il pentacolo dalle zampe del ragno centrale? Impossibile.”
“Hai risposto in maniera esauriente alla mia domanda”
Con un gesto rassicurante della mano, come una promessa, Gyro tornò a indicare l’altare per la terza volta accentuando il timore di Verdiana. Gli occhi dell’elfa si richiusero a testimonianza del suo rifiuto all’idea di trovarsi più vicina al simulacro di quanto non fosse in quel momento. Non era questo che aveva immaginato, non credeva sarebbe stato così difficile sottrarre il pentacolo dalle mani del popolo oscuro. La visione della polla le sovvenne alla memoria, vivida come non mai, sovrapponendosi all’immagine concreta del pentacolo che sembrava quasi ammiccarle dalla sua velenosa culla. Cosa fare adesso? Le emozioni rimbalzavano in lei scontrandosi ed alternandosi in un gioco di confusa indecisione: come due combattenti che si fronteggiavano in un duello all’ultimo sangue il desiderio di fuggire da quel luogo si misurava con la volontà di proseguire verso l’altare maggiore.
Avrebbe potuto dissertare per ore intere sui pro e sui i contro di ciascuna possibilità senza giungere ad escluderne alcuna. L’unica soluzione possibile sembrava essere quella di affidarsi al proprio istinto, come spesso aveva fatto in passato.
Non ci volle molto e la scelta fu compiuta, l’indecisione non era più ospite della sua mente…ora restava solo la paura.
Dischiuse le palpebre, ostentando una sicurezza che era lungi dal possedere mentre il piede destro la portava un passo più avanti. Solo un sussurro setoso e suadente accarezzò le orecchie del Valuk
“Rifletti su ciò che perderesti se la tua dea dovesse punirmi…e agisci di conseguenza”. Ecco l’unico pensiero che la tranquillizzasse davvero: Gyro non poteva lasciarla andare incontro ad una morte certa, avrebbe perduto per sempre un oggetto che sembrava essergli troppo caro per essere messo in gioco così stupidamente.
Ancora l’eco di un passo.
I ragni della circonferenza esterna, prima immobili, si destarono di scatto rivolgendosi minacciosi verso la maga ora davvero troppo vicina. Lo sguardo di Verdiana si fissò sui neri servitori della dea e solo una volontà ferrea poté frenare l’impulso di arretrare. “Sono un’incosciente”, pensò, ma la mano destra già si sollevava in direzione del piano marmoreo dell’altare, dal quale due ragni della cerchia esterna saltarono sulla sua veste risalendola rapidamente e strappandole un grido di paura. Gli occhi dei ragni interni iniziarono a brillare di un inquietante rosso vivo e il ragno centrale si sedette sul pentacolo rivendicandone il possesso.
Gli occhi di Verdiana si chiusero con forza mentre la mano libera raggiunse i lineamenti contratti del volto “Allontanali da me…” riuscì appena ad implorare, inconsapevole dell’impassibile esame cui il drow la stava sottoponendo.
Gyro intervenne solo quando un aracnide, risalendo la veste dell’elfa fino a raggiungerne il petto, si trovò a passare sul bianco pentacolo protetto da Solinari, dio della magia bianca, cadendo a terra privo di vita. “E’ una prova di Lloth. Copri con la mano libera il tuo pentacolo, non straziare i suoi servitori”.
Il cuore pulsante e il respiro lento e faticoso fecero da sfondo al sollevarsi delle palpebre che liberarono due perle di ossidiana nera incastonate in una bianca superficie d’adamante, occhi che il drow scoprì lucidi mentre la maga eseguiva tremante quanto le era stato suggerito. La sua speranza di essersi liberata dall’indesiderata presenza di quelle creature fu disillusa nel vedere il ragno superstite continuare a risalire la stoffa sottile, raggiunto da altri tre compagni della cerchia esterna. Le membra sottili si irrigidirono e lo sguardo raggiunse il drow per chiederne l’aiuto mentre due grosse lacrime salate sfuggirono al suo controllo, rigandole il volto. Gyro dovette trattenersi dall’avanzare in sua direzione andando invece ad incrociare lo sguardo del ragno centrale, quasi a leggerne i pensieri. Annuì impercettibilmente prima di porre fine all’agonia di Verdiana
“Ritira la mano che hai proteso sull’altare.. stasera ti sarà dato ciò che sai.. “
I ragni interni tornarono tranquilli mentre quelli che erano sulla veste della maga ridiscesero fino a prendere nuovamente posizione sull’altare, permettendole un frettoloso arretrare interrotto solamente da un’elegante colonnina di pietra. La schiena scivolò sulle argentee venature che spiccavano sul grigio intenso in cui quella sala era stata scolpita, fino a farla sedere sui talloni. Il volto affondato tra le dita non le permise di vedere Gyro tendere una mano verso di lei offrendole il proprio aiuto ma non le impedì di udirne le parole.
“Stasera, superati i ragni e la protezione.. ciò che brami sarà affidato alla tua custodia..”
“Voglio andar via, fino a questa sera non voglio più metter piede qui dentro…”
“Certo, coraggiosa Verdiana.. “
“Coraggiosa? Se lo fossi davvero non tremerei come ho fatto, alla vista di un ragno”
La maga sollevò appena il capo, asciugandosi con entrambi i palmi le ultime lacrime che era finalmente riuscita a dominare, e questo le permise di scorgere il braccio ancora proteso del Valuk, accettandone la gentilezza. Una risata nervosa accompagnò il suo rialzarsi, coprendo in parte il sussurro figlio delle labbra di Gyro, mentre la mano che stringeva la sua accentò la presa cercando di calmarla.
“Coraggioso non è chi reputa la propria vita inutile, ma chi riesce a superare la proprie paure” “…e questa sera dovrai essere davvero coraggiosa” non poté fare a meno di aggiungere nella silenziosa intimità dei propri pensieri.
“Forse, ma ora ho bisogno di un bel bagno caldo…e del mio caminetto acceso, alla torre - deglutì a vuoto, ancora scossa - a…a questa sera, signore dei Drow”
“Ti accompagno”
“Non è necessario, se non vuoi”
“Se non lo ritenessi necessario o se non volessi non te l’avrei proposto”
Verdiana annuì non possedendo le energie necessarie per replicare, sebbene le parole del drow non le fossero state di alcun conforto facendola sentire più debole e indifesa di quanto avrebbe voluto dare a vedere.
L’eco di rapidi passi sfumò in lontananza lasciando il silenzio come unico re di quei luoghi tanto temibili quanto affascinanti.

 

(Continua…)

This entry was posted on Venerdì, Gennaio 26th, 2007 at 14:36 and is filed under Frammenti fantasy, giochi pericolosi. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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