Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66

Strict Standards: Only variables should be passed by reference in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\gettext.php on line 66
L’antipatica » Blog Archive » Appunti di semiotica

 

Appunti di semiotica


Deprecated: preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in D:\inetpub\webs\loscrignoit\wp\wp-includes\functions-formatting.php on line 83

Appunti sparsi sul film Water :)
Procedendo in forma modulare magari faccio meno casino =_=

GRAMMATICA FILMICA

Osserviamo una netta discrepanza tra le primissime scene del film ed il suo fluido proseguire, fino alle battute finali. La macchina da presa è infatti posta, inizialmente, in posizione ribassata, quasi a voler esplicitare l’intento comunicativo della regista: dare voce alle istanze più deboli della società. Anche la protagonista, Chuia, ci viene inizialmente presentata attraverso quella che per l’induismo è la parte più umile del corpo: i piedi. L’inquadratura vi indugia a lungo, cercando di trasmettere un’impressione di fanciullezza attraverso il loro giocoso dondolio e, al contempo, fornendoci una prima preziosa indicazione: le due cavigliere d’argento che li ornano sono infatti prerogativa delle donne sposate.
Solo a partire da questo momento la telecamera risale lentamente, fornendoci un quadro della situazione: le vesti di Chuiya, di un ricco rosso e blu, fanno pensare ad una posizione sociale elevata e l’uomo morente nel carro si intuisce essere suo marito. Dopo aver trasmesso le informazioni necesarie la macchina da presa torna nella posizione iniziale, in una lunga inquadratura fissa del tutto simile a quella d’apertura, con la sola eccezione del momento cronologico: il tramonto sembra ora simboleggiare il declinare della vita.
Le scelte registiche che in un primo momento sembrano voler rimarcare la presenza dell’enunciatore, nel successivo dipanarsi della storia si conformano agli usi del moderno cinema americano, cercando la massima naturalezza e fluidità. Dopo la dichiarazione d’intenti Deepa Meetha cerca di produrre nello spettatore un’immedesimazione quanto più possibile completa: il suo spettatore modello è disposto ad un elevato coinvolgimento emotivo.
Interessante è l’uso delle citazioni, presenti in apertura e chiusura del lungometraggio. Le poche righe tratte dalle leggi di Manu precedono i titoli di testa, lasciando intendere chiaramente come non si tratti di finzione bensì di precetti che trovano accolglimento nella realtà. L’assenza di qualsivoglia commento determina inoltre una radicale forma di distacco da parte dell’emittente, perseguendo un fine del tutto differente da quallo proprio della citazione finale: recando dati statistici relativi al numero di vedove presenti in India Deepa Meetha riporta il piano finzionale del film verso un ruperiore livello di realtà, quasi realizzando il passaggio dalla modalità d’esistenza del verosimile a quella del vero.
Il macrotesto presenta dunque un alternarsi di meccanismi di debrayage ed embrayage secondo il meccanismo seguente:

Citazione iniziale

Narrazione

Citazione finale

Debrayage

Embrayage

Embrayage

Debrayage

1. La citazione iniziale cerca di demandare allo spettatore ogni interpretazione del testo, celando il pensiero dell’emittente.
2. Fa seguito il segmento narrativo propriamente detto, scomponibile in un breve debrayage iniziale cui fanno seguito meccanismi d’embrayage.
3. In ultimo, la citazione finale rappresenta la presa in carico del discorso da parte della regista.

Lo scopo è quello di fornire al pubblico un precetto religioso volutamente privo di connotazioni patemiche, dando poi testimonianza della sua concreta attuazione per giungere, infine ad una condanna che si rafforza grazie al coinvolgimento emozionale raggiunto dallo spettatore.

    This entry was posted on Mercoledì, Giugno 20th, 2007 at 22:10 and is filed under Diario. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

    Leave a Reply

    You must be logged in to post a comment.