Professione Naso: i segreti di un maestro profumiere

Quando si varca la soglia di Atelier Fragranze Milano l’impressione è quella di entrare in una bolla, quasi si trattasse di un universo parallelo: la mutazione è percepita istantaneamente dall’olfatto, stuzzicato da una fragranza leggera ma perfettamente distinguibile; l’istante successivo è la vista che si abitua al riflesso della luce sul bianco puro delle pareti, mentre la delicata bellezza delle boccette di profumo affascina con il suo ordine millimetrico, ma riconosciuto come assolutamente naturale. Tutto appare leggero, flautato, ed è con un solo momento di ritardo che la silenziosità dell’ambiente diviene percepibile e lenisce l’udito, completando uno spazio che sembra studiato fin nei minimi dettagli per agevolare la concentrazione e la creazione di un mondo sottile, onirico, fatto di sensazioni, ricordi e personalità: il mondo dei profumi e dei loro ideatori.

Questo è il regno di due affermati maestri profumieri italiani, Luca Maffei e Maurizio Cerizza, che ho avuto il piacere di conoscere a fine novembre grazie a Giovanna Mudulu, Direttrice Editoriale di Allure.it ed organizzatrice di un interessante workshop sulla nascita dei profumi. Un’occasione unica, che mi ha insegnato molto e che mi ha fatto sorridere al ricordo della me bambina che cercava di dare vita ad una propria fragranza lavorando i petali dei fiori nei modi più improbabili e fantasiosi.

Atelier Fragranze Milano - Luca Maffei nel sul laboratorio
Atelier Fragranze Milano – Luca Maffei nel sul laboratorio

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Un profumo non nasce mai per caso: la selezione e l’armonizzazione dei giusti sentori viene infatti sempre preceduta da una fase riflessiva, durante la quale ci si interroga sul tipo di fragranza desiderata, confrontandosi con il cliente e cercando di mettere a fuoco l’anima della donna che si vuole raggiungere e coinvolgere. Si tratta di dettagli centrali poiché innescano quel processo mentale che, attingendo alla memoria olfattiva, porterà alla definizione in forma scritta di un primo accostamento di essenze: quando un Naso immagina un profumo ha già un’idea molto precisa del risultato finale.

Da quel momento in avanti l’azione diventa pratica e si sposta in laboratorio, luogo dove le idee prendono concretezza e si procede per prove e tentativi. Non esiste un numero preciso di test o di riformulazioni: quello che stiamo pian piano scoprendo è un lavoro di ricerca che si interromperà solo al raggiungimento del risultato ottimale.
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Atelier Fragranze Milano - Il laboratorio di un maestro profumiere
Atelier Fragranze Milano – Il laboratorio di un maestro profumiere
Atelier Fragranze Milano - Il laboratorio di un maestro profumiere
Atelier Fragranze Milano – Il laboratorio di un maestro profumiere
Atelier Fragranze Milano - Il laboratorio di un maestro profumiere
Atelier Fragranze Milano – bilance di precisione

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Poiché due o più odori intrecciati l’uno all’altro non ne creano un terzo, bensì compongono un accordo quasi fossero strumenti di una stessa orchestra, è possibile dare vita ad infinite sinfonie olfattive partendo da una medesima base e giocando con le sfumature. Così un esordio fiorito-acquatico può trasformarsi tanto in un’eau de parfum frizzante e fruttata, appositamente pensata per una teenager, quanto in una profumazione calda e sensuale, dedicata ad una donna più adulta e matura.

Non è un esempio casuale. Con l’eleganza di modi che lo contraddistingue, Luca Maffei ha infatti messo in atto queste piccole magie accostando al brio giovanile i sentori dell’essenza di davana, dell’assoluta di carota e dell’osmanto, fiore giallo brillante dal profumo d’albicocca il cui odore ricco e fruttato viene enfatizzato dal carattere lattescente e piacevolmente gourmand del gamma-decalactone, una molecola sintetica qual è anche il Cassis Base, capace di accompagnare nelle note di testa la ricchezza fruttata della davana, per un risultato che si sposa perfettamente con l’immagine spensierata e sorridente della gioventù.

Nel secondo assaggio d’arte profumiera la raffinata sensualità trova invece espressione in una miscela composta dalla piacevolezza speziata e limonosa dell’essenza di rosa turca, dal calore avvolgente del patchouli e dall’intuizione fiorita dello ylang-ylang, completate dalle profondità fumose della betulla. Anche in questo caso sono state aggiunte note sintetiche: vanillina, indolo, muschio chetone e silvanone apportano dolcezza e rotondità, contribuendo alla declinazione della base in una fragranza completamente diversa dalla precedente, ma parimenti armonica ed intrigante.
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La fragranza è quasi completata...
La fragranza è quasi completata…
Le due fragranze create durante il workshop
Le due fragranze create durante il workshop

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Vedere Luca all’opera è stato tanto affascinante da suscitare una serie infinita di domande e di curiosità, cui sono state offerte risposte sempre precise e pazienti. Abbiamo così scoperto che il primo brand italiano a battezzare un profumo con il proprio nome è stato Krizia, seguito a stretto giro da Armani, che la palma di fragranza più venduta nel 2013 spetta all’iconico Chanel n°5 e che il percorso di formazione che porta al mestiere di Naso è lungo, post-universitario, e studiato per premiare solo gli studenti più appassionati e talentuosi, aggettivi che calzano perfettamente al padrone di casa.

Il nostro viaggio olfattivo giunge così al termine, ma non prima di averci arricchite di nuove conoscenze e di spunti di approfondimento, un dono per il quale ringrazio moltissimo Giovanna, Luca e tutte le blogger con le quali ho condiviso questa giornata molto speciale: grazie!

Marica

Appassionata di cosmesi e di tutto ciò che è bello. Dal 2015 vivo a cavallo tra Italia e Inghilterra e ho un'inarrestabile passione per borse e rossetti. Il super-potere che vorrei? Quello dei capelli sempre in piega! Su Instagram mi trovi come @beautycaseblog.

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